Ieri sera, ero sul balcone con il caffè in mano. L’odore forte mi saliva dal naso, misto all’aria calda di estate romana. La via era quieta, solo un’auto che passa lenta, romba lontana. Appartamento di fronte, luce tamisée, gialla. Il rideau si muove appena, come un sospiro. Eccolo, Marco, il vichino single sui 40, atletico. Esce in boxer attillati, si appoggia alla ringhiera. I nostri occhi si incrociano. Io sorrido, lui arrossisce? No, fissa. Mano giù, strofina piano sul pacco gonfio.
Ero in vestaglietta leggera, niente sotto. Mi eccito subito, fica che pizzica. Lui tira giù i boxer, cazzo semi-duro balza fuori, grosso, venoso. Lo afferra, pompa lento. Io bevo caffè, ma guardo. Lui accelera, guarda me. ‘Cazzo, mi sta guardando’, penso, adrenalina pura. Incrocio gambe, ma apro un po’, lascio intravedere. Lui geme piano, udibile nel silenzio. Rideau mosso dal vento? No, lui ansima.
Lo Sguardo che Brucia nell’Interdetto
‘Ti piace?’, grido piano. Lui annuisce, continua a segarsi. ‘Vieni qui’, dice rauco. Cuore batte forte. Paura che qualcuno veda, ma figa bagnata fradicia. Mi alzo, mi appoggio, tette che sporgono. Lui fissa, cazzo duro come ferro. ‘Da quanto mi spii?’, chiedo ridendo. ‘Da settimane, troia sexy’, risponde. Tensione elettrica, vicini ma lontani 5 metri. Auto passa, luci sfiorano noi. Io infilo mano in fica, mi tocco clito. Lui impazzisce, pompa veloce.
Non resisto. ‘Vieni da me’, sussurro. Salta ringhiera bassa, atterra sul mio balcone in due balzi. Odore sudore e uomo. Mi bacia rude, lingua in bocca. Mani su tette, pizzica capezzoli. ‘Cazzo, sei fradicia’, ringhia infilando dita in fica. Io gemo, ‘Fottimi, Marco, ma piano, i vicini…’. Lui ride, ‘Che si godano lo spettacolo’. Mi gira, piega su tavolo. Pantaloncini giù, fica esposta all’aria. Sento cappella grossa su labbra.
L’Esplosione di Cazzo e Fica sul Balcone
Entra di botto, cazzo intero in un colpo. ‘Ahhh, porca troia!’, urlo piano. Mi sbatte forte, palle che schiaffeggiano culo. ‘Prendilo tutto, puttana voyeur’, ansima. Io spingo indietro, ‘Più forte, fammi sborrare’. Mani nei capelli, tira. Balcone vibra, caffè versato gocciola. Luce da finestra accanto, forse ci vedono? Eccitazione doppia. Lui esce, mi fa girare, solleva gamba su ringhiera. Ricaccia cazzo dentro, fichette che slurpa. ‘Guarda di là, magari tua moglie spia’, dico maliziosa. Lui pompa selvaggio, ‘Solo tu, fica stretta’.
Clito gonfio, vengo urlando basso, pareti che pulsano su cazzo. Lui tiene, ‘Aspetta, troia’. Mi stacca, mi mette in ginocchio. ‘Succhialo’. Bocca piena, sapore fica e pre-sborra. Pompa gola, ‘Pronta per sborra?’. Annuisco, occhi lacrimanti. Tira fuori, spruzza faccia, tette, caldo appiccicoso. Ingollo resto, lecco cappella. Ride, ‘Sei una dea del sesso’.
Ci rivestiamo veloci, sudati. Lui salta indietro, ‘Domani replica?’. Sorrido, ‘Se non ci beccano’. Torno dentro, balcone vuoto, odore sesso nell’aria. Ora ogni luce accesa in palazzo è sospetta. Quel secretto carnale ha cambiato tutto: la coproprietà è un nido di voyeur. Non vedo l’ora di spiare ancora.