Era una sera d’estate romana, afosa da morire. Sto sul balcone, tazza di caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. La brezza leggera muove il mio vestitino sottile. Di fronte, appartamento al terzo piano, luce tamisée gialla. Vedo Luca, il vicino alto e muscoloso, con quella mora Sandra, la troietta del piano di sotto. Lei è in ginocchio, succhia il suo cazzo grosso come una pornostar. Lui geme piano, mano nei suoi capelli corti.
Il mio cuore parte a mille. Mi appoggio alla ringhiera, gambe che tremano. Un’auto passa in strada, clacson lontano, copre i loro ansiti. Luca alza gli occhi, mi vede. Sorride malizioso, non smette di spingere in bocca a lei. Sandra si gira, mi guarda, lecca le palle. ‘Vieni…’, mima con le labbra. Io? Fica già fradicia, capezzoli duri contro il tessuto. Esito, ma l’adrenalina… dio, mi eccita da morire questo proibito.
Lo Sguardo Attraverso la Finestra
Luca fa cenno col dito, insiste. Io annuisco, entro, chiudo piano la porta. Scalo la scala antincendio di nascosto, cuore in gola. Busso piano alla loro finestra aperta. ‘Entra, puttanella’, sussurra lui, tirandomi dentro. Odore di sesso, sudore, caffè rovesciato sul tavolo.
Sandra mi bacia subito, lingua umida, mani sulle tette. ‘Ti abbiamo vista masturbarti ieri’, dice ridendo. Luca mi strappa il vestitino, ‘Cazzo, che fica rasata’. Mi butta sul divano, lecca la mia passera gocciolante, lingua dentro, succhia il clitoride. Io urlo piano, ‘Oh sì, leccami forte!’. Paura che i vicini sentano, la signora del piano sopra è insonne. Sandra si siede sulla mia faccia, ‘Leccami tu, troia’. La sua fica salata, bagnata, godo mentre la mangio.
Il Trio Selvaggio e il Rischio d’Essere Visti
Luca si alza, cazzo venoso, grosso, puntato. ‘Prendilo in bocca’. Obbedisco, gola profonda, bava che cola. Sandra mi scopa con le dita, tre dentro, ‘Sei una zoccola da condominio’. Lui mi gira, mi sbatte a pecorina, ‘Ecco la tua ficetta stretta’. Penetra di colpo, palle che sbattono sul culo. ‘Più forte, scopami, cazzo!’, grido. Sandra sotto, lecca dove lui entra, lingua sul mio clito e sulla sua verga. Cambio, scopo Sandra, lei urla ‘Sì, riempimi!’. Poi culo di lei, stretto, lui grugnisce. Io lo cavalco, tette che rimbalzano, ‘Vengo, porca miseria!’
Godo forte, squirto sulla sua pancia. Lui esplode in bocca a Sandra, ‘Bevi tutto’. Lei divide con me, bacio appiccicoso, sborra che cola. Sudati, ansimanti. Un rumore fuori, passi nel cortile. ‘Shh, vicini’, sussurra Luca. Ridiamo piano, eccitazione pura.
Dopo, ci rivestiamo lenti. ‘Torna quando vuoi’, dice Sandra, bacio sulla porta. Scendo di soppiatto, entro in casa. Caffè finito, freddo. Ma ora? Ogni luce accesa nel palazzo mi fa bagnare. Quel trio è il nostro segreto carnale. Il condominio non è più noioso: ogni finestra nasconde una fica o un cazzo pronto. Aspetto la prossima occhiata.