Era una sera d’estate, calda, umida. Nuova casa in campagna, giardino grande che confina con quello dei vicini. Io sul balcone, vestitino leggero, tazza di caffè in mano, aroma forte che sale. La luce si accende nell’appartamento di fronte, tenda bianca si muove piano, come un sussurro. Lui è lì, il vicino, sui quarant’anni, atletico, torso nudo. Lo vedo riflesso nel vetro, mano che va su e giù sul cazzo duro. Mi fissa. Cuore mi batte forte, caffè dimenticato. ‘Cazzo, mi sta guardando’, penso, e non mi sposto.
Mi siedo sul bordo, apro un po’ le gambe. Brezza leggera solletica le cosce. Lui rallenta, ma non smette, occhi fissi su di me. Macchina passa in strada, fari illuminano il giardino per un secondo, rumore motore che svanisce. Io alzo il vestitino, mutandine umide già. Tocco la figa da sopra il tessuto, dita bagnate subito. Lui ansima, lo vedo dalla bocca aperta. ‘Vieni più vicino’, gli dico piano, ma lui sente? Giardini vicini, recinzione bassa, solo siepe.
Lo Sguardo Caldo dalla Finestra
Desiderio sale, proibito, vicini di casa, mariti che dormono dentro. Io sposata, lui pure, ma ora conta solo questo sguardo. Tette mi si induriscono, spingo via spalline, capezzoli all’aria. Lui esce sul suo balcone, cazzo in mano, grosso, venoso, cappella lucida. ‘Bella troia’, mormora, voce bassa ma chiara. Io rido nervosa, ‘Vieni qui, fammi vedere quanto sei duro’. Adrenalina mi bagna tutta, figa pulsa.
Non resiste. Salta la recinzione in due balzi, silenzioso sull’erba. Io sto in piedi, contro il muro del balcone. Mi bacia rude, lingua in bocca, mani ovunque. ‘Cazzo, sei fradicia’, ringhia, strappa mutandine, dita in figa, tre subito, mi scopa con mano. Io gemo, ‘Shh, i vicini…’, ma lui ride, ‘Che scoprano pure’. Mi gira, schiene al muro, alzo una gamba. Cazzo preme contro culo, poi scivola in figa, bagnata da morire. ‘Aaaah, sì, così grosso!’, urlo piano. Entra tutto, palle contro clito.
La Penetrazione Selvaggia e il Rischio
Pompa forte, colpi secchi, sudore cola. Io stringo tette, pizzico capezzoli. ‘Scopami più forte, riempimi!’, lo incito. Lui accelera, mano su bocca per zittirmi, ma io mordo. Luce si accende casa accanto, ‘Merda, ci vedono?’, sussurro eccitata. Auto frena in strada, passi vicini. Paura mescola piacere, figa si contrae. Lui grugnisce, ‘Vengo, troia!’, sbatte culo contro pancia, sperma caldo mi inonda dentro. Io squirto, liquido cola gambe, tremo tutta.
Finisce ansimando, cazzo esce con pop, sperma gocciola erba. ‘Da matti’, dice ridendo, bacia collo, salta recinzione indietro. Io dentro casa, gambe molli, odore sesso e caffè. Marito dorme, ignaro. Ora ogni luce in quella casa mi fa bagnare. Il quartiere non è più lo stesso, segreto carnale lega tutto. Chissà domani…