Ero lì, sul balcone, con il caffè caldo in mano. L’odore forte mi saliva nelle narici, mescolato all’aria umida di Roma. Sera tiepida, una macchina passa lenta in strada, romba bassa. Di fronte, appartamento 17, luce tamisée filtra dalla tenda. Si muove piano, appena un fremito. Sbircio curiosa. Roberto, il vicino alto coi capelli ricci lunghi, è lì con due amici. Uno biondo con testa a spazzola, l’altro moro atletico. Silhouette muscolose, si spogliano ridendo piano. Cuore mi batte forte. So che a volte mi guardano, quando esco dalla doccia nuda, tenda socchiusa apposta. Adrenalina mi bagna già la fica. Il telefono vibra: SMS da Roberto. “Hotel Akena, ch 17, 14:30 domani. Vieni vestita da troia. Non dire a nessuno.” Tremo. Vicini di casa, proibito, rischio che il palazzo intero sappia. Ma il desiderio vince. Domani, gonna leggera svolazzante, corsetto trasparente, reggiseno nero in pizzo che spinge le tette generose. Capelli mossi dal vento, entro in hotel. Loro tre al bar, whisky in mano, sorrisi complici. “Bella troia del piano di sopra,” dice Roberto con voce grave, accento romano. Mi tocca il menton, mi solleva il viso. Mojito fresco, bollicine in gola, ma la fica pulsa.

Mi portano in camera. Tenda mosso dal vento, rischio che qualcuno dal quartiere spii. “Ti spogliamo piano, sei mani su di te,” ringhia Roberto. Silenzio teso, solo respiri pesanti. Mi levano la gonna, reggiseno, mutande bagnate. Nuda, tette al vento. “Che tette belle, generose,” dice il biondo, Yasser. Tira i capezzoli, forte. “Ti piacciono?” “Sì… aaaah, più forte, pizzicali!” Mi bendano gli occhi, le mani legate al letto. “Ora succhia i nostri cazzi, uno alla volta. Gli altri ti giocano fica e tette.” Primo cazzo in bocca, grosso, salato. Plop plop della saliva, succhio avida. Dietro, dita in fica, “Già fradicia, troia.” Gemo con la bocca piena. “Senti, sto per sborrarti in gola,” ansima Roberto. Tiene la testa, spinge fondo. Schizzi caldi, ingoio tutto, tossisco un po’. “Brava, ora il mio,” ride Yasser. Cazzo più lungo, mi soffoca, ma lo prendo tutto. Tonio mi piscia la fica, due dita dentro. “Baiaimi, ho la fica in fiamme!” “Prima succhia Tonio.” Terzo cazzo, peli sul naso, lo lecco i coglioni, succhio veloce. “Suce suce! Fondo in gola!” Sborra densa, la ingoio, gusto amaro. Tette rosse di pizzichi, fica gonfia.

Lo Sguardo Caldo dal Balcone

Mi mettono sul letto, culo al bordo, testa penzoloni. Roberto infila il cazzo in fica, “Senti come entro fondo?” On on on, colpi secchi, bocca piena di Tonio. Couinement deformati, “Haaaan!” Yasser guarda, “Le do una seconda in bocca dopo.” Accelerano, Roberto sborra dentro, caldo che cola. “Yasser, vieni, scopami!” Entra duro, cla cla cla contro le chiappe, umido schiocchi. Grido, “Tira le tette!” Godo forte, non come col marito, urlo continuo aaaahhhh, modulato dai colpi. “Sto venendo di nuovo nella tua fica piena di sborra!” Quinta sborrata dentro, cola sulle cosce. “Ora doppia,” dice Tonio. Mi piego, due cazzi in fica, tesi, “Ooooh, ci stai stretta!” Sento pulsare, ma non vengo. Yasser resta, mi lecca, poi mi scopa mentre succhio gli altri. Paura costante: tenda mosso, auto fuori, e se un vicino passa? E se aprono la porta? Ma eccita di più. Ultima sborrata in bocca a Yasser, lo svuoto piano, sperma cola sulle labbra.

Loro vanno, ridono, “Bella troia, riprova prossima settimana.” Io sola, fica distrutta, piena di sborra. Torno a casa, doccia veloce, odore sesso ancora addosso. Marito rientra, sorride innocente, cena, chiacchiere banali. “Com’è andata oggi?” “Tre stronzi al lavoro.” Rido dentro. Lo lascio succhiarmi, ma non entro in quella fica usata. Segreto mio, ora ogni finestra del palazzo mi eccita. I vicini? Non più solo vicini, potenziali cazzi. Ogni balcone un invito proibito.

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