Mi chiamo Giulia, ho 28 anni, vivo in un condominio vecchio a Milano. Balconi vicini, si vede tutto nel cortile interno. Odore di caffè la mattina, rumori di piatti. Adoro quel brivido, sai, quando sai che qualcuno ti guarda.
L’altra sera, caldo boia, finestre aperte. Sto sul balcone con una sigaretta, luce tamisée in camera. Di fronte, Marco, il vicino single, 35 anni, corpo atletico, italiano doc. Lo vedo spogliarsi piano, sudato dopo palestra. Mutande tese sul pacco grosso. Si guarda allo specchio, mano che scivola dentro… ehm, si tocca lento. Il rideau suo si muove appena, ma i nostri sguardi si incrociano. Lui sorride, malizioso, non si ferma. Continua a tirarselo, cazzo semi-duro che spunta. Io sento la fica pulsare, bagnata all’istante. Copro un po’ con la mano, ma lui accelera, occhi fissi su di me. Un’auto passa in strada, clacson lontano, cuore batte forte. Non distolgo lo sguardo, mi mordo il labbro.
Lo Sguardo Caldo dalla Finestra
Il giorno dopo, scale. ‘Buongiorno Giulia, calda notte eh?’, dice con ghigno. ‘Sì… troppo’, balbetto, guance rosse. Tensione elettrica, corpi vicini. ‘Ti va un caffè stasera? Balcone mio’. Annuisco, eccitata dall’idea proibita.
Entro da lui ore dopo, luce bassa, musica soft. Caffè forte, aroma che riempie aria. Parliamo vicini, ginocchia che sfiorano. ‘Ti ho vista ieri, mentre mi guardavi il cazzo’, sussurra. ‘Mi eccitava… era grosso, duro’. Lui ride, mano sulla mia coscia. ‘Vuoi vederlo da vicino?’. Lo tiro fuori, venoso, cappella gonfia. Lo lecco piano, sapore salato. Geme: ‘Cazzo Giulia, succhialo bene’. Lo prendo in gola, lui mi spinge giù i pantaloncini, dita nella fica fradicia. ‘Sei una fontana, troia voyeur’.
La Scopata Intensa e il Rischio
Mi alza, contro la finestra aperta. Balcone di fronte vuoto, ma vicini ovunque. ‘Scopami qui, Marco, fammi urlare’. Mi piega, cazzo che entra di colpo nella fica, bagnata e stretta. ‘Ahhh, sììì!’, gemo forte. Spinge duro, palle che sbattono. Paura che sentano, ma adrenalina pompa. ‘Più forte, rompimi la fica!’, ansimo. Mi gira, tette fuori, le succhia capezzoli duri. Odore sesso misto caffè. Un rumore porte lontane, ci blocca un secondo… continuiamo. Mi sbatte sul tavolo, gambe aperte, lecca clitoride gonfio. ‘Vieni sulla mia lingua’. Esplodo, squirto in bocca sua.
‘Ora il tuo culo’, dice lubrificando. Dito dentro, poi cazzo piano. ‘Rilassati, bella’. Entra tutto, grosso, mi riempie. ‘Cazzo, che stretto!’, grugnisce. Pompa, io mi tocco fica. ‘Sborrami dentro!’. Geme forte, spara caldo nel culo, gocciola fuori. Io vengo di nuovo, corpo trema.
Ci rivestiamo sudati, finestre ancora aperte. ‘Segreto nostro, eh?’, ride pulendo. Esco, aria fresca, gambe molli. Ora ogni vicino, ogni balcone… vedo solo cazzi duri, fiche bagnate nascoste. Il quartiere è cambiato, più vivo, più mio.