Era una sera umida a Roma, l’appartamento di fronte illuminato fioco, come sempre. Io sul balcone con il caffè in mano, l’odore forte che saliva dalla tazza. Un’auto passa lenta in strada, romba piano. Spio attraverso il velo del mio tendaggio, che si muove appena col vento.

💸Diventa modella webcamOltre il 50% dei guadagni · Pagamenti giornalieri · 60 M di visite/giornoScopri di più →

Lì, lui, Marco, il vicino del terzo piano. Solo, o almeno così credevo. No, c’era lei, la sua tipa, ma stasera… si tocca. Lo vedo bene, camicia aperta, mano nei pantaloni. Cazzo, è duro, lo tira fuori. Lungo, spesso. Io… mi bagno subito. Fisso, lui alza lo sguardo. I nostri occhi si incastrano. Sorride? Sì, porco. Sa che lo guardo.

Lo sguardo che accende il fuoco

Il cuore mi batte forte. ‘Cazzo, mi ha vista’, penso. Ma non mi sposto. Alzo la tazza, come un brindisi. Lui annuisce, pompa piano quel cazzo. Io esito, mano sul seno. Spingo via la vestaglia. Nuda, tette al vento. Il tendaggio trema, luce gialla dall’altro lato. Un vicino tossisce giù in cortile, mi blocco. Ma l’adrenalina… dio, mi eccita da morire.

Lui si alza, si avvicina alla finestra. ‘Vieni’, mima con le labbra. Io rido nervosa. ‘Qui? No…’, ma le gambe vanno sole. Bussa piano alla mia porta, ore 23:47, esatto.

Apro, nuda. ‘Sei una troia voyeur’, dice ridendo basso. ‘E tu un porco che si mena pensando a me’. Ci baciamo famelici, mani ovunque. Odore di sudore, caffè suo sul collo. Mi spinge contro il muro, dita nella fica. ‘Bagnata fradicia, puttana’. Gemo, ‘Shh, i vicini…’. Ma spingo i fianchi.

Il culo preso sul balcone

Mi gira, culo contro il suo cazzo. ‘Lo voglio lì, nel culo, come mi hai visto sognare’. Lui sputa sulla mano, bagna il buco. ‘Pronto?’. ‘Fottimi, dai’. Entra piano, cazzo grosso che spacca. Dolore dolce, pianto quasi. ‘Cazzo, stretto…’. Pompa, forte. Io mi tocco la clitoride, dita bagnate.

Usciamo sul balcone, notte fresca. Lui mi piega sul parapetto, culo esposto. ‘Rischio tutto’. Scopa duro, palle che sbattono. ‘Sborro dentro?’. ‘Sì, riempimi il culo!’. Vedo finestre accese, ombre. Un vicino accende luce, ci blocchiamo. Ride, ‘Ci vedono’. Riprende, più selvaggio. Io vengo, squirto piano sul pavimento.

Lui grugnisce, ‘Prendilo!’, sborra caldo, profondo. Sacche lunghe, trabocco. Ansimo, trema. ‘Cazzo… incredibile’.

Torniamo dentro, sudati. Ci rivestiamo lenti. ‘Domani di nuovo?’. Annuisco. Chiudo porta, cuore ancora a mille. Ora il condominio è diverso. Ogni finestra un segreto, ogni vicino un possibile amante. Quel buco caldo nel culo mi ricorda: qui, l’interdetto è ovunque. E io lo voglio tutto.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *