Ero sul mio balcone, con una tazza di caffè fumante in mano, l’odore forte che mi riempiva le narici. Era sera, il cortile interno del palazzo a Trastevere era silenzioso, solo il rumore lontano di una macchina che passava in via. La luce tamisée dell’appartamento di fronte, al quarto piano, il mio vicino Marco… Dio, quel corpo. L’ho visto per la prima volta così, camicia sbottonata, muscoli tesi mentre si stirava. Il rideau si è mosso appena, e i nostri sguardi si sono incrociati. Ha sorriso, malizioso. Io ho arrossito, ma non ho distolto lo sguardo. Da quel momento, ogni sera era un gioco. Io sul balcone, lui alla finestra, pantaloni larghi che lasciavano intravedere il rigonfiamento. Sentivo il cuore battere forte, l’eccitazione montare. Era sposato? Boh, la moglie non si vedeva mai. L’interdetto del vicinato mi faceva bagnare. Pensavo: ‘E se ci vede qualcun altro?’. Ma era troppo buono.
Una notte, non ce la facevo più. Bussano alla porta, forte. Apro, sudata, vestita solo con una canottiera sottile e shorts. ‘Sofia, non dormi?’, dice lui, voce bassa, occhi famelici. Entro io, no, lui entra, chiude la porta. ‘Ti guardo ogni sera, puttana sexy’, mi sussurra all’orecchio, mano sul mio culo. Lo spingo contro il muro, lo bacio famelica, lingua dentro la sua bocca. ‘Fottimi, Marco, qui, ora’. Lo tiro sul balcone, luce accesa dentro, rischio totale. Gli abbasso i pantaloni, cazzo enorme, duro come ferro, vene gonfie. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola, lui geme ‘Cazzo, Sofia, sei una troia’. Lo lecco le palle, lo infilo in gola, soffoco ma continuo. Lui mi strappa gli shorts, dita nella figa fradicia, ‘Sei inzuppata, brava’. Mi gira, mi piega sul parapetto, cazzo che spinge dentro, un colpo secco, entro tutto. ‘Aaaah!’, grido piano, paura che sentano. Mi scopa duro, pacate veloci, palle che sbattono sul mio culo. ‘Più forte, fottimi la figa!’, ansimo. Sento una finestra aprirsi da basso, adrenalina pura, mi eccita di più. Lui mi tappa la bocca, mi pompa come un animale, ‘Vengo dentro?’. ‘Sì, riempimi la fica di sborra!’. Esplode, caldo che mi inonda, io vengo tremando, figa che stringe, squirt che bagna il pavimento. Resta dentro, ansimi, sudore che cola.
Sguardi Rubati e Desiderio Crescente
Ci stacchiamo piano, lui mi bacia il collo, ‘È stato pazzesco’. Entriamo, rideau chiuso, corpi appiccicosi. Ci rivestiamo in silenzio, un ultimo bacio. ‘Domani sera?’, sussurra. Annuisco, sorriso complice. Ora ogni volta che vedo una luce accendersi nel palazzo, penso: chissà quanti segreti qui. Il cortile non è più lo stesso, è carico di sesso proibito. Marco è mio, ma l’adrenalina di essere osservati… mi ha cambiata per sempre.