È estate in Toscana, casa isolata tra gli ulivi. Vacanze con la famiglia, ma oggi resto sola. Gli altri al mercato di Siena, io preparo torte per il pranzo. Il mio uomo? Sempre con i maschi, zero sesso da un mese. Mi manca da morire, la figa mi pulsa. Esco sul balcone, caffè in mano, odore forte nell’aria calda. La chienne è in giardino, abbaia.
Sento passi. È lui, il vicino single, alto, atletico, con quel cane che gioca con la mia. Vive a duecento metri, lo vedo sempre passeggiare. Occhi azzurri dietro occhiali da sole, ma oggi… boh, mi fissa. ‘Ciao, tutto bene?’ dico dalla finestra aperta. ‘Sì, e tu?’ risponde, sguardo sul mio top stretto. I capezzoli si induriscono, li stringo coi gomiti, spingendo le tette insieme. Lui arrossisce, ma non distoglie lo sguardo. Mordicchio il labbro, sento la mutandina bagnata. Un’auto passa lenta sulla strada sterrata, cuore in gola: e se tornano? L’eccitazione sale, l’aria fresca mi accarezza la pelle.
Lo Sguardo che Accende Tutto
Parliamo di cazzate, cani, caldo. Ma i suoi occhi scendono, risalgono ai miei verdi. ‘Vuoi un caffè fresco?’ chiedo, voce tremante. ‘Sì, grazie.’ Entro in cucina, lui dietro. Le mie cosce sfregano, il mini-short stringe il culo a cuore. Mi piego per il frigo, fianchi indietro, so che guarda. ‘Un bicchiere?’ dico, e zac: slaccio il short, lo abbasso con la mutanda alle caviglie. Mi piego sulla tavola, figa esposta, bagnata fradicia, ano stretto. Luce filtrata dalle persiane, odore di limone nell’aria. ‘Ti servo?’ verso il caffè, mani aggrappate al bordo. Paura che un vicino spunti.
‘Fai come a casa tua.’ Le sue mani sulle mie chiappe, morbide, ferme. Le spalanca, soffio sulla fica, tremo. Lingua lecca piano, da basso ad alto. ‘Oh cazzo…’ gemo. Mi divora, succhia il clitoride, dito dentro, poi due. Scivolano facili, pompo. Vengo forte, urlo, gambe molli. Mi appoggio sulla mano sulla fica per staccarlo.
Si alza, io ancora china. Sento carta strappata, preservativo. Il cazzo grosso sfrega la fica, entra liscio, fondo. ‘Sììì!’ va e vieni lenti, massaggia il culo. Pollici sul solco, ‘Metti un pollice nel culo!’ dico senza pensare. Entra piano, ritmico col cazzo. Bollente, mi fa impazzire.
Il Piacere Esplosivo e il Segreto
‘Hé, Macho, inculami solo la cappella!’ Lui saliva, spinge. Scivola, ritenta. Pop! La cappella nel culo, stretto da morire. Niente dolore, solo eccitazione proibita. Mi alzo i tette, le pinza i capezzoli duri. Mi tocco la clito veloce, vengo di nuovo, urlo, lo espello.
Mi giro nuda, capelli in treccia. Lo spingo sul divano, ginocchio su cuscino, preservativo via. Lo prendo in bocca, succhio forte, mano che pompa. ‘Non reggo…’ Gulp, sborra in gola, ingoio tutto, lecca le ultime gocce. Sale le palle che si muovono.
Mi rivesto ridendo. Alla finestra: i cani scopano furiosi. Ridiamo. Lui si riveste, lega il cane. ‘Domani, stessa ora?’ Annuisce, va. Ora il quartiere ha un segreto. Ogni finestra, ogni balcone… chissà cosa nascondono. Il cuore batte ancora forte.