Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. Pioveva piano, novembre grigio a Roma. L’appartamento di fronte, luce tamisée, tenda che si muove appena. Lui, Marco, il vicino nuovo, atletico, sui 30 anni. Lei se n’era andata via, dicevano litigi. Lo vedo solo, camicia aperta, muscoli tesi. I nostri sguardi si incrociano. Ehi… ciao. Sorriso. Io arrossisco, ma non distolgo lo sguardo. Il cuore batte forte. Proibito, così vicino, un piano sotto.
Giorni così. Io in vestaglia leggera, lui alla finestra. Una sera, mi sposto i capelli, lascio cadere la vestaglia un po’. Seni nudi, capezzoli duri per l’aria fresca. Lui fissa, mano che si muove piano sul pantaloncino. Cazzo, mi sto bagnando. Macchina che passa in strada, clacson lontano, mi eccita di più. Voglio che mi guardi, che impazzisca.
Sguardi Proibiti e Tensione che Sale
Incontro in cortile, ieri. ‘Ciao bella, sempre al balcone?’ Ride, occhi maliziosi. ‘Ti ho vista, sai.’ Arrossisco. ‘E tu? Solo lì?’ Tensione elettrica. ‘Vieni su, un caffè.’ Entro, porta semiaperta. Balcone affacciato sul mio. ‘Ho visto tutto,’ dice, mano sul mio fianco. ‘Fammi vedere dal vivo.’ Cuore in gola, lo bacio. Labbra calde, mani ovunque.
Lo spingo contro il vetro. ‘Scopami qui, che mi vedano.’ Paura e eccitazione. Fuori buio, ma luci accese. Tiro giù i pantaloni, cazzo duro, grosso, venoso. ‘Cazzo, quanto è bello.’ Mi inginocchio, lo lecco dalla base alla cappella, saliva che cola. Geme: ‘Brava troia, succhialo.’ Lo prendo in bocca, gola profonda, lui mi afferra i capelli. Rumore di passi giù in cortile? Trattengo il fiato, ma continuo, più forte.
Mi alza, mi strappa le mutande. ‘Fica rasata, perfetta.’ Dita dentro, bagnata fradicia. ‘Ti piace essere vista, eh?’ Sì, annuisco, gambe aperte contro la ringhiera. Mi lecca la figa, lingua sul clito, succhia forte. Gemo piano, ‘Non fermarti, cazzo.’ Vento fresco sulle chiappe nude, luce dal palazzo accanto. Qualcuno ci guarda? L’idea mi fa tremare.
L’Esplosione di Piacere e il Rischio di Essere Scoperti
Mi gira, mi piega sul balcone. Cazzo che preme sull’ano. ‘No, prima la figa.’ Ride, spinge dentro. Piena, dura, mi riempie. ‘Prendilo tutto, puttana.’ Spinge forte, pacate violente, palle che sbattono. Io mi tocco il clito, ‘Più forte, scopami!’ Sudore, odore di sesso nell’aria. Auto che frena giù, voci lontane. ‘Ci vedono, cazzo!’ Questo ci fa accelerare. Mi gira, gambe intorno al collo, mi sbatte contro il muro. Orgasm o vicino, urlo basso.
‘Vengo dentro?’ Sì, riempimi. Sborra calda, che cola giù. Ansimo, corpi appiccicati. Baci, risate nervose. Puliamo veloce, ma il suo sperma mi gocciola ancora.
Ora, caffè sul balcone. Lo vedo alla finestra, sorriso complice. Tenda che si muove. Il cortile non è più lo stesso. Ogni vicino un segreto, ogni luce un invito. Questo brivido mi cambia tutto. Domani? Chissà, ma ora vivo per questi sguardi.