Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria fresca della sera. L’appartamento di fronte, luce tamisata, tende socchiuse. Lui, il nuovo vicino, era rientrato stanco morto dopo chissà quale viaggio. Lo vedevo mangiare solo, camicia bianca aperta sul petto muscoloso, un bicchiere di vino in mano. I nostri sguardi si incrociarono attraverso i vetri. Io… arrossii, ma non distolsi lo sguardo. Lui sorrise, un cenno della testa. Il cuore mi batteva forte, l’adrenalina dell’essere vista, o di vedere lui.

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Un rumore di macchina in strada, vicini che passeggiano sotto. Scendo d’impulso al bar del palazzo, mezzo vuoto a quell’ora. Lo trovo lì, trasferitosi giù. ‘Posso?’, dico sedendomi. Chemisier sbottonato di un bottone in più, i suoi occhi blu che scivolano sul mio décolleté. ‘Bel sorriso’, mi dice. Parliamo, io divorziata, lui in giro per lavoro. La barista giovane, biondina con gonna corta, ci serve altri vini, occhi brillanti. ‘È carina, eh?’, gli sussurro ridendo. Lui mi prende la mano, pelle calda. ‘Mi piaci tu’. Saliamo da lui, ascensore stretto, corpi che si sfiorano.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Nella sua stanza bianca, grande letto, luce dei lampioni che filtra. Mi slaccio la camicia, lui mi guarda. ‘Cazzo, sei stupenda’, mormora. Le sue mani sulle mie tette pesanti, capezzoli che si induriscono. Io gli tiro giù i pantaloni, il cazzo duro che salta fuori, venoso e grosso. Lo prendo in bocca, lingua sul glande, assaporo il presperma salato. Gemo, ‘Leccami’. Mi sdraio, gambe aperte, lui infila la lingua nella fica bagnata, odore di muschio e eccitazione. Succhia il clitoride, dita dentro, ‘Sei fradicia’. Il rideau di fronte si muove? Un vicino ci guarda? L’eccitazione sale, scopami forte.

Mi gira, cazzo che entra piano nella fica, piena, gonfia. ‘Più forte!’, grido. Pum pum, palle che sbattono sul culo. Paura che sentano i vicini, ma dio, che figa stretta. Mi sbatte, tette che ballano, sudore che cola. ‘Nel culo?’, ansimo. Sì, lubrifica con la saliva, spinge sul buco rosa. Brucia, poi piacere puro. ‘Cazzo, sì!’, entro e esco, lui mi massaggia il clitoride. Gemo forte, rischio tutto. Viene dentro, sborra calda che mi riempie. Io squirto, lenzuola bagnate. La barista? No, solo noi, ma quel fruscio alle tende…

Sesso Selvaggio con il Rischio dei Vicini

La mattina, sole pallido. Mi sveglio nuda, fica ancora umida. Lui mi tocca, cazzo di nuovo duro. ‘Ancora?’. Ridiamo, lo cavalco, fica che lo ingoia. La biondina entra con la scusa delle pulizie, skirt corta, tette piccole. Ci guarda, eccitata. ‘Unisciti?’, dico. Lei sì, lecca il mio culo mentre lui mi scopa. Threesome folle: io sul suo cazzo, lei sulla mia faccia, fica rasata che godo. Lui esplode di nuovo, sborra su entrambe. Esausti.

Ora, ogni volta che vedo le finestre di fronte, quel segreto brucia. La coproprietà non è più la stessa: sorrisi complici, corpi che si ricordano. L’adrenalina dell’osservare, del proibito. Chissà chi altro guarda…

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