Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. La luce del lampione tremolava, e di fronte, nell’appartamento dei vicini, la tenda si muoveva appena. Lui, quel signore sulla sessantina, torace nudo, sudato dopo aver potato il giardino. La moglie? Chissà dove, sempre fuori. Lo guardavo da minuti, il cuore che batteva forte. Sapevo che mi vedeva, la mia camicia da notte leggera, i capezzoli duri contro il tessuto. Un’auto passò in strada, rombando piano, e lui alzò lo sguardo. I nostri occhi si incrociarono. Cazzo, quel brivido… Mi sono morsa il labbro, ho lasciato scivolare una spallina, mostrando un seno. Lui ha sorriso, malizioso, e ha spento la luce in cucina, ma la finestra del salotto restava illuminata, fioca.
La vicinanza mi eccitava da morire. Abitiamo a un passo, in questa palazzina sonnolenta. L’ho visto altre volte, quel culo sodo nei jeans, le mani forti. Pensavo alla piscina del quartiere, dove l’ho intravisto con amiche, ma qui era solo nostro, proibito. Ho esitato, il caffè ormai freddo. Poi, un bussare piano alla porta. ‘Chi è?’ ho sussurrato. ‘Sono io, il tuo vicino, Rosa. Posso?’ Voce rauca, eccitata. Ho aperto, in camicia da notte, nuda sotto. ‘Ho visto che eri sola… e mi guardavi.’ Ha chiuso la porta, le mani già sui miei fianchi. ‘Sì, cazzo, ti stavo guardando. Entra, prima che qualcuno ci veda.’ L’ho tirato dentro, il suo odore di uomo, sudore e terra.
Lo Sguardo Voyeur dalla Finestra
Ci siamo baciati contro il muro, le sue mani ruvide mi stringevano il culo. ‘Sei una troia voyeur, eh?’ ha mormorato, mordendomi il collo. ‘Sì, e tu un porco che mi spia.’ L’ho spinto sul divano, gli ho slacciato i pantaloni. Il cazzo, grosso, venoso, già duro come pietra. L’ho preso in bocca, succhiando piano, la lingua sulla cappella. Godeva, ‘Oh merda, Rosa, succhialo tutto.’ Io slurpava, saliva che colava, mentre sentivo un rumore fuori, passi nel corridoio. Paura? No, adrenalina pura. Mi ha alzato, mi ha girata, gonna alzata. ‘Ti sfondo la figa.’ Ha leccato la mia fica bagnata, pelosa, i peli umidi. Poi, dentro, un colpo secco. ‘Aaaah!’ ho gemito, le pareti sottili, chissà se i vicini sentono.
La Scopata Intensa e il Brivido del Rischio
Mi scopava forte, da dietro, le palle che sbattevano sul mio clito. ‘Più forte, cazzo, fammi urlare!’ Le sue dita nel mio culo, lubrido di saliva. ‘Ti piace il tuo buco?’ ‘Sì, ficcalo dentro.’ Ha spinto l’indice, poi due, mentre il cazzo pulsava nella fica. Sudavamo, il divano che scricchiolava. Un’auto di nuovo in strada, fari che illuminavano la tenda. ‘Se ci beccano…’ ha ansimato lui. ‘Meglio, mi eccita.’ L’orgasmo mi ha travolta, la fica che stringeva, schizzi sul pavimento. Lui ha tirato fuori, ‘Apri la bocca.’ Sperma caldo, salato, ingoiato tutto. Ci siamo accasciati, ansimanti.
Dopo, caffè bollente, ridendo piano. ‘Non dire niente, eh?’ ha detto, vestendosi. ‘Il nostro segreto.’ L’ho accompagnato alla porta, un bacio ultimo. Ora, ogni volta che guardo la finestra di fronte, vedo lui, e sorrido. La palazzina è diversa, piena di segreti carnali. L’odore del suo sperma ancora in bocca, il brivido resta. Chissà domani…