Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempiva le narici. Ore 18, sole basso, luce tamisée negli appartamenti di fronte. Il rideau del vichino si muove appena, e lo vedo. Quarantenne, spalle larghe, tempe grigie, tipo sicuro. Si toglie la camicia piano, muscoli tesi. Mi fermo, cuore che batte. Lui alza lo sguardo, mi fissa. Sorrido, arrossisco un po’. Un’auto passa in strada, rombo basso, mi fa sussultare. Continua a guardarmi mentre si slaccia i pantaloni, mano che scivola dentro. Cazzo, si sta toccando. Io resto lì, immobile, fica che si bagna già.
Non resisto. Scendo al bar del quartiere, birra fresca per calmarmi. E lui entra, proprio lui. ‘Ciao, ti ho vista dal balcone’, dice con un ghigno. ‘Già, difficile non notare’, balbetto io. Ci sediamo vicini, ginocchia che sfiorano. Parla del lavoro, ma i suoi occhi sono sul mio seno. Mano sulla mia coscia, casuale? No, stringe. ‘Vieni da me? Abitiamo vicini, sai…’. Il proibito mi eccita da morire. ‘Ok’, dico, voce tremante.
Lo Sguardo Che Ha Acceso Tutto
Saliamo da lui, appartamento identico al mio, luce fioca. Chiude la porta, mi spinge contro il muro. ‘Ti voglio da ore’, ringhia, bocca sul collo. Mani ovunque, mi strappa la maglietta, succhia i capezzoli duri. Io gemo piano, paura che i vicini sentano. ‘Shh, o ci beccano’, sussurro. Ma lui ride, mi abbassa i pantaloni, dita nella fica bagnata. ‘Sei fradicia, troia’. Sì, lo sono. Lo spingo sul letto, gli slaccio i jeans. Cazzo grosso, venoso, già duro. Lo prendo in bocca, gusto salato, lo lecco dalle palle al glande. ‘Brava, succhialo tutto’, ansima. Lo ingoio profondo, gola che brucia, saliva che cola.
Mi gira, fica esposta. ‘Allarga le chiappe’, ordina. Lingua sul culo, bagnato, penetrante. Geme: ‘Che bel culetto stretto’. Due dita dentro, mi preparano. Preservativo, poi il suo cazzo preme. ‘Ah! Piano!’, grido, ma spinge, entra tutto. Dolore che diventa piacere, mi scopa forte, palle che sbattono. ‘Dimmi che ti piace, puttana’. ‘Sì, scopami più forte!’, urlo, mano in bocca per non farmi sentire. Paura costante: e se la vicina sente? Finestra aperta, rumori dalla strada. Mi mette a pecorina, mi tira i capelli, mi sbatte. ‘Guarda fuori, magari ci guardano’. L’idea mi fa venire, fica che pulsa sul suo cazzo.
La Passione Esplosiva nel Suo Letto
Cambia posizione, mi cavalca. Io sopra, lo monto selvaggia, tette che rimbalzano. ‘Vengo!’, dice. Esce, mi spara in bocca, sborra calda, la ingoio tutta. Tremiamo, sudati. ‘Cazzo, sei una bomba’, mormora.
Doccia veloce, culo che brucia ancora. ‘Torna quando vuoi’, mi dice con un bacio. Scendo, aria fresca, quartiere silenzioso. Ora ogni luce accesa mi fa fremere. Quel segreto carnale ha cambiato tutto: i vicini non sono più solo facce, sono tentazioni. Adrenalina pura, non vedo l’ora di spiare ancora.