Ero sul mio balcone, sorseggiavo un caffè forte, l’odore che si mescolava all’aria umida della sera romana. Dall’appartamento di fronte, la luce fioca filtrava attraverso le tende semiaperte. Luca, il vicino single, quel tipo alto con i muscoli tesi dalla palestra, era lì. L’ho visto prima sfiorarsi i pantaloni, poi… cazzo, si è abbassato la zip. Il cuore mi è partito. Io, Sofia, 24 anni, sempre aperta a queste cose, ma con lui era diverso. Vicini, proibito.
I nostri sguardi si sono incrociati una sera di due settimane fa. Io in vestaglietta leggera, niente sotto, fingevo di stendere i panni. Lui sul suo divano, birra in mano, mi fissava. Un sorriso complice. Il rumore di una macchina in strada, e io ho lasciato scivolare la spallina, mostrando un seno. Rideva piano, si palpava di più. ‘Cazzo, mi sta guardando’, pensavo, la figa già bagnata dall’adrenalina. Ogni sera uguale: io mi tocco piano, lui si sega forte, il rideau che trema appena.
Lo Sguardo che Accende il Fuoco
Ieri sera, non ce l’ho fatta più. Bussano alla porta. Era lui, maglietta sudata, occhi famelici. ‘Sofia, non resisto più’. L’ho tirato dentro, porta socchiusa per il brivido. Baci grezzi, lingue che si divorano. ‘Shh, i vicini…’, sussurro, ma le mani già sul suo cazzo duro come ferro. Lo tiro fuori, grosso, venoso, lo lecco dal basso, sapore salato di sudore. Geme: ‘Cazzo, sì, succhialo tutto’.
Lo spingo contro la finestra aperta, luce del lampione che ci illumina. Tiro su la gonna, mutande da parte, figa rasata fradicia. ‘Scopami qui, che ci vedano’. Mi infila due dita, mi scopa la bocca con l’altra mano. Poi mi gira, mi appoggia al vetro freddo. Sento il suo cazzo spingere contro il mio culo. ‘Sei una troia voyeur, eh?’, ringhia. Entra piano, centrimetro per centrimetro, la fica che lo stringe, umida e calda. ‘Ahh, sì, più forte!’. Pompa, clac clac contro il mio sedere, tette che sbattono sul vetro.
L’Incontro Esplosivo e il Rischio di Essere Scoperti
Paura e eccitazione: e se passa qualcuno? Il vicino di sotto accende la luce, un’auto frena in strada. ‘Non fermarti, cazzo!’, gemo. Mi sbatte selvaggio, mano sulla bocca, l’altra sul clito che strofina. Io vengo prima, spasmi violenti, squirto sul pavimento. Lui accelera, ‘Sto venendo, troia!’, e mi riempie di sborra calda, che cola giù dalle cosce. Resta dentro, ansimando, mentre io tremo.
Ci stacchiamo piano, sudati, odore di sesso nell’aria. Si riveste, mi bacia: ‘Domani sera?’. Annuisco, sorriso malizioso. Chiudo la porta, balcone ancora caldo. Ora ogni finestra brilla diversa. Quel palazzo di fronte non è più solo mattoni: è segreti, desideri nudi. Luca è il mio, e il quartiere? Sa tutto, o finge. Ma io, io rivivo quel cazzo dentro, ogni notte.