Ero sul balcone stamattina, il caffè fumante in mano, quell’odore forte che mi invade le narici. L’aria era tiepida, un’auto passa lenta in strada, romba bassa. Dall’appartamento di fronte, luce tamisée, tende che si muovono appena, come se qualcuno le sfiorasse. Eccolo lì, Marco, il vicino. Torso nudo, muscoli tesi, shorts che gli tirano sul pacco gonfio. Mi vede, sorride. Io non distolgo lo sguardo. Lui si gira, piano, abbassa lo short. Cazzo semi-eretto, grosso, venoso. Si tocca, lento, occhi fissi nei miei. Il cuore mi batte forte, sento la fica che si bagna. Emetto un sospiro, apro un po’ la vestaglia, lascio intravedere un seno. Lui accelera la mano, geme piano, io mi mordo il labbro.

La tensione sale, proibita. Siamo a venti metri, finestre aperte sul cortile. Un altro vicino potrebbe passare, sentire. Ma non fermo. Mi siedo sulla sedia, gambe aperte, mano dentro le mutande. Lui ansima, cazzo duro come ferro. ‘Cazzo, guardami’, mormoro tra me. Lui capisce, si masturba più forte, pre-cum che luccica. Io infilo due dita nella fica fradicia, umida, clitoride gonfio. Odore di sesso nell’aria, caffè dimenticato. Un rumore di passi giù in cortile, mi blocco un secondo, eccitazione pura. Lui continua, non si ferma. Voglio di più.

Lo Sguardo Proibito dal Balcone

Chiamo Luca sottovoce: ‘Vieni qui, amore, guarda’. Entra, vede la scena, gli occhi si accendono. ‘Porca puttana’, dice, cazzo già duro nei pantaloni. Lo tiro dentro, contro la finestra aperta. ‘Scopami ora, mentre lui guarda’. Gli abbasso i pantaloni, cazzo teso, lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola. Marco fissa, mano ferma sul suo uccello. Luca mi afferra i capelli: ‘Sei una troia voyeur, eh?’. Sì, lo sono. Mi alzo, mi giro, mani sul vetro, culo fuori. ‘Inficami la fica, forte’. Entra di colpo, bagnata com’ero, scivola dentro, palle che sbattono. Gemo: ‘Ah sì, cazzo… lui vede tutto’. Luca pompa, mano sul mio clito, dita che strofinano. ‘Senti come sei fradicia per quello stronzo?’. ‘Sì, ma il tuo cazzo è mio’. Marco geme più forte, si sega veloce.

L’Esplosione di Desiderio e Sesso Crudo

Luca mi sputa sul culo: ‘Vuoi il culo?’. ‘Sì, vaselina no, entra piano’. Bagna il cazzo nella mia fica, poi preme sull’ano stretto. ‘Rilassati, puttana’. Spinge, gland dentro, brucia ma eccita da morire. ‘Cazzo, che stretto…’. Va e viene piano, poi più forte, io urlo piano: ‘Più profondo, scopami il culo!’. Sento il suo cazzo pulsare, il mio ano che si contrae. Mano davanti, mi masturbo la fica, dita dentro, squirto un po’. Paura: luce si accende da un altro balcone vicino. ‘Merda, ci vedono?’. ‘Non fermarti, godo di più’. Luca accelera: ‘Ti riempio il culo di sborra’. Io vengo prima, spasmi violenti, culo che stringe il suo cazzo. Lui esplode, caldo dentro, gocciola fuori. Marco sborra pure, fiotti bianchi sul vetro.

Ci ritirammo piano, sudati, ansimanti. Luca mi bacia il collo: ‘Sei incredibile’. Chiudo la vestaglia, caffè freddo. Marco sparisce dietro la tenda, luce spenta. Ritorno alla normalità, ma ora ogni finestra brilla diversa. Quel segreto carnale, il suo sguardo, il mio culo preso così… il quartiere non è più lo stesso. Ogni balcone nasconde un brivido, un invito proibito. Non vedo l’ora di ricambiare lo sguardo.

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