Ero sul balcone con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. Una macchina è passata lenta in strada, rombando piano. Di fronte, nell’appartamento illuminato fioco, il tendaggio si è mosso appena. Lei, Diana, la bionda con occhi verdi e jeans stretto, era lì con la sua amica mora, Cristina. Ridevano, sorseggiando liquore. Indossava una gonna larga, arrossiva.

Mi sono avvicinata alla ringhiera, cuore che batteva. Hanno iniziato a ballare, piano, corpi vicini. ‘Chiche, mostrami le mutande!’, ha detto Diana ridendo. Cristina ha esitato, ma Diana le ha sollevato la gonna. Culo tondo, slip nero sexy. Io… oddio, la mia fica ha pulsato. Ho aperto un po’ la mia tenda, lasciando che mi vedessero. Loro hanno guardato, sorrisi complici. L’aria era elettrica, proibita, coi vicini che potevano spiare da un momento all’altro.

Lo Sguardo dalla Finestra e il Desiderio che Sale

Diana ha abbassato lo slip di Cristina, tapotandole il culo. ‘Che popotino!’, ha bisbigliato. Cristina gemeva piano, rossa in viso. Io non resistevo più. Mi sono abbassata i pantaloncini, dita sulla figa già bagnata. Loro mi fissavano, Diana ha fatto cenno: ‘Vieni qua!’. Ho esitato, ma l’adrenalina… sono uscita sul balcone, tette al vento, la brezza fresca sui capezzoli duri.

Diana ha aperto la finestra, mi ha tirata dentro. ‘Pudica? No, troia come noi’, ha detto, palpandomi il culo. Cristina era lì, nuda dalla vita in giù, figa esposta, peli umidi. ‘Guardala, è fradicia’, ha detto Diana infilandole due dita nella fessa. Cristina ha gridato: ‘Ah! Sì… ma piano!’. Paura che un vicino sentisse, luci accese altrove. Io ho leccato i loro colli sudati, odore di donna eccitata.

Mi hanno buttata sul tavolo, resti di cena che cadevano. ‘Legala!’, ha ordinato Diana. Polsi e caviglie ai piedi del tavolo, figa spalancata, culo in aria. ‘Aceto sulla tua passera sporca?’, ha chiesto Diana versandone sulle labbra gonfie. Bruciava, ma eccitava. ‘Nooo! Ti prego!’, ho gemito, ma spingendo i fianchi avanti. Ha pizzicato il clitoride, tirandolo col cappuccio. ‘Leccami prima’, e ha schiacciato la fica pelosa sulla mia bocca. Sapore acido, muschiato, urina e succo misto. Leccavo il suo buco, lingua dentro, mentre Cristina mi dozzinava il culo con dita.

L’Esplosione di Piacere e il Rischio di Essere Visti

‘Toglile i peli!’, ha detto Diana strappandomene qualcuno intorno all’ano. Poi ceinturon: frustate sul culo, sulle tette, sulla figa. ‘Prendi, zoccola!’. Ogni colpo bruciava, paura di urla che svegliassero il palazzo. Diane si è masturbata sul mio viso, ‘Lecca il mio culo!’, e l’ho fatto, lingua nel suo sfintere stretto. Orgasmo vicino, lei ha spruzzato in bocca.

Poi dolcezza: lingue sulle ferite, dita tenere nella fessa. Abbiamo tribbato, clitoridi che sfregavano, ‘Vengo! Cazzo, vengo!’, ho urlato piano. Orgasm i multipli, corpi sudati unti di fica.

Dopo, docce insieme, carezze. Ritornate calme, nude sul letto, baci lenti. ‘È stato pazzesco’, ha sussurrato Cristina. Io annuisco, segret o condiviso. Ora, ogni luce accesa in condominio mi fa fremere: chissà chi spia chi. Il quartiere non è più lo stesso, pieno di segreti carnali.

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