Ero sul balcone con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida di Milano. Di fronte, nell’appartamento illuminato fiocamente, lei. La nuova vicina, bionda neozelandese, Arianna o qualcosa del genere. Alta, gambe lunghe, si passava la mano nei capelli con quel gesto nervoso. L’ho vista per la prima volta così, in reggiseno di pizzo, che si toglieva i jeans stanca dopo il lavoro. I suoi occhi azzurri hanno incrociato i miei attraverso la finestra socchiusa. Ha sorriso? O era imbarazzo? Il cuore mi batte forte. E io, italiana curiosa, non ho staccato lo sguardo. La sua pelle dorata, i capezzoli che puntavano sotto il tessuto sottile. Un brivido mi ha bagnato le mutande.
Nei giorni dopo, ci incrociamo sulle scale. ‘Ciao, sono Sofia’, dico con voce tremante. Lei: ‘Arianna, piacere’. L’ascensore è stretto, corpi vicini. Sento il suo profumo, vaniglia e sudore leggero. Le nostre mani si sfiorano per caso, o no? ‘Vivi da sola?’, chiedo. ‘Il mio ragazzo è via, francese, lavora all’estero’. Passa la mano nei capelli, gesto sensuale. Desiderio proibito sale: e se i vicini sentissero? La signora del piano di sotto sempre con l’orecchio appiccicato. Ma io adoro questo rischio, l’adrenalina di essere vista.
Lo Sguardo che Accende il Desiderio
Una sera tardi, bussa alla mia porta. ‘Ho dimenticato di firmare qualcosa per il condominio, mi accompagni?’. Entriamo nel suo appartamento. Luce tamisée, jazz in sottofondo. ‘Vuoi un caffè?’, dice nervosa. No, la voglio lei. Ci guardiamo, il silenzio pesante. ‘Ti ho vista dal balcone’, ammetto rossa. Lei ride: ‘Anch’io te, Sofia. Mi fai impazzire’. Le sue labbra sulle mie, lingua fresca che esplora la bocca. Mani sui fianchi, le slaccio il top. Seni grossi come pere, capezzoli duri. Li succhio forte, lei geme: ‘Oh cazzo, sì!’.
L’Esplosione di Piacere e Paura
Cadiamo sul tappeto del salotto, finestre aperte sul cortile. Paura che qualcuno guardi, ma eccitazione pura. Le strappo il perizoma, la sua fica rasata, clitoride gonfio e bagnato. ‘Leccami, ti prego’, ansima. Infilo la lingua nella sua fessura dolce, sapore salato di eccitazione. Lei si contorce, ‘Sto venendo, non fermarti!’. Urla fortissimo, vicini devono aver sentito. Il rumore di una macchina in strada copre a malapena. Mi ribalta, mi lecca le tette, poi giù sulla mia passera fradicia. ‘Sei così bagnata per me’. Due dita dentro, mi scopa veloce, pollice sul clito. ‘Voglio il tuo culo’, dice. Infila un dito nel mio buco stretto, lo muovo mentre mi succhia. Orgasmos fulminei, grido come una pazza: ‘Fottimi, Arianna!’. Sudate, corpi appiccicati, odore di sesso ovunque.
Dopo, ci laviamo piano sotto la doccia, baci lenti. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurra ridendo. Preparo un brunch veggie dal suo frigo, nude in cucina. Mangiamo sul balcone, coperta da un lenzuolo. Ora ogni finestra brilla di segreti. La coproprietà non è più noiosa: ogni ombra potrebbe nascondere una fica calda, un gemito represso. Quel brivido mi cambia tutto. Torno a casa, rideau che si muove appena di fronte. Chissà se guardava lei.