Ero sul balcone con il caffè in mano, quel profumo forte che mi riempie le narici, la brezza leggera che accarezza la pelle. Dall’altra parte della strada, nella villetta dei vicini, il tendaggio si muove appena. Sbircio. È lei, Angela, la figlia, ventiquattro anni, un po’ simpletta, testa tra le nuvole, ma un corpo da troia: tette grosse, culo sodo. Sta lì, in cucina, sola. I genitori sono fuori, sento una macchina che passa lenta nella via.

💸Diventa modella webcamOltre il 50% dei guadagni · Pagamenti giornalieri · 60 M di visite/giornoScopri di più →

La gonna sollevata fino alla pancia, mutandine abbassate alle caviglie. La mano tra le cosce, si strofina la figa con foga. Occhi persi, bocca aperta. Cazzo, mi eccita da morire. Io, Sofia, italiana doc, adoro questo brivido voyeur, l’interdetto del vicinato. Il cuore mi batte forte, la fichetta mi si bagna. Lei non sa di essere vista, o forse sì? Il mio caffè si fredda, ma io sudo.

Lo Sguardo Voyeur dal Balcone

Non resisto. Prendo una scusa, ‘vengo a prendere lo zucchero che mi hai promesso l’altro giorno’. Busso. Lei apre, bocca piena di pane, sorride ebete. ‘Entra, Sofia’. La seguo in garage, buio, odore di olio e gomme. ‘La combi di tuo fratello?’, mento. Frugo tra le cazzate sportive. Trenta minuti, sudata.

Mi giro. Eccola, in mezzo al garage, gonna su, mutande a terra, dita nella figa rasata a metà, bagnata fradicia. ‘Angela, che cazzo fai?’. Lei mi fissa, occhi lucidi. ‘Vieni… tocca’. Provo a uscire, ma salta come una capra, mi blocca. ‘No, Sofia, gioca’. Ride, si toglie la gonna, il reggiseno. Nuda, tette che ballano, capezzoli duri. Si struscia contro di me, pelle calda, sudata.

‘Fermati, sei pazza?’. Rido nervosa, eccitazione sale. Mi afferra la mano, la infila tra le sue cosce. ‘Toccami, dai’. È bollente, la figa cola, peli appiccicati. Cedo. Le infilo due dita, pompo veloce. Geme, ‘Sììì, più forte!’. Gambe tremano, si appoggia a me. Sento un’auto passare fuori, vicini che chiacchierano distante. Paura, ma figa mia pulsa.

L’Esplosione di Piacere e Paura

La giro contro il tavolo da ping-pong, le spalanco le cosce. Lecco la figa, sapore salato, dolce. Clitoride gonfio, lo succhio. Urla, ‘Sofia, cazzo!’. Le infilo la lingua dentro, profondo. Si contorce, squirt mi bagna la faccia. ‘Ancora!’, implora. Le mordo le labbra della fica, dita nel culo stretto. Esplode, corpo scosso, urla che riecheggiano. Temo i genitori tornino, ma continuo, leccando avida.

Ora tocca a me. Mi sfila i pantaloni, ‘Bella figa tua’. Mi inginocchio, mi mangia la fica come una affamata. Dita dentro, lingua sul clito. ‘Vieni, troia’. Orgasmata forte, le stringo i capelli. Poi tribbing, fiche che si strusciano, umide, scivolose. Geme, ‘Ti amo, Sofia’. Veniamo insieme, sudate, corpi appiccicati.

Ci rivestiamo piano, respiri affannati. ‘Non dire niente’, sussurro. Lei sorride, ‘Segreto nostro’. Esco, aria fresca, gambe molli. Attraverso la strada, balcone ancora caffè freddo. Ora il vicinato è diverso: ogni finestra un invito, ogni tenda un segreto. L’adrenalina non svanisce, sogno di più. Quei vicini? Ora li vedo nudi nell’anima.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *