Ero sul balcone, caffè caldo in mano, quell’odore forte che sale dalla tazza. Una macchina passa in strada, romba lontana, fa vibrare il vetro. Guardo di fronte, appartamento con luce tamisée, tenda che si muove piano, come se qualcuno l’avesse sfiorata. Sbircio meglio. Lì, nudi, sudati. Lui, Marco, il vichingo del piano di sotto, muscoloso come un toro, cazzo duro puntato. Lei, Laura, tette enormi che dondolano, 90E almeno, capezzoli turgidi. Sta a quattro zampe, lui la incula piano, clap clap contro il culo sodo.
Poi entra Gino, il nanerottolo del piano terra, basso ma atletico, peloso. ‘Promessa è promessa’, dice ridendo basso. Lei si gira, bocca aperta, lo prende tutto, 15 cm di salsiccia grossa che sparisce in gola. Glug glug, saliva che cola. Io? Figa che si bagna, mutande umide. Cuore batte forte, adrenalina pura. Proibito, vicini, uno sbaglio e ci beccano tutti. Ma non riesco a staccare gli occhi. Lui pompa più forte nel culo di lei, lei succhia avida, gemiti soffocati.
Lo Sguardo sul Balcone e la Tensione Proibita
Marco esce, cazzo lucido, e Gino prende il posto. La sbatte in bocca mentre lei si tocca la fica rasata. Io? Mano in mutande, dita dentro, umida fradicia. Odore di sesso che immagino, caffè dimenticato. Tenda si muove ancora, rischio che qualcuno passi.
Improvvisamente, porta del balcone accanto cigola. Gino? No, è Luca, il mio vicino attiguo, alto e largo come Marco. Mi vede, occhi fissi sulla mia mano. ‘Sofia, che cazzo fai?’ sussurra, saltando la ringhiera bassa. Entro, lo tiro dentro, porta socchiusa. ‘Guarda lì, troie vicine’, ansimo. Lui sorride, mano sul mio culo. ‘Ti eccita, eh?’ Bacio duro, lingue che si mischiano, mani che strappano reggiseno. Tette libere, lui le morde.
La Scopata Cruda e il Rischio di Essere Visti
Mi gira contro la finestra, pantaloni giù, mutande strappate. Cazzo enorme, 18 cm, vene gonfie, spinge nella fica. ‘Ahhh, sì!’ urlo piano. Pompa forte, palle che sbattono, vetri che tremano. Vedo di fronte loro che continuano, lei ingoia il carico di Gino, sperma che cola. ‘Ci vedono, cazzo!’ dico eccitata. Lui ride, ‘Meglio, troia voyeur.’ Mi incula di colpo, lubrifica con i miei succhi, entra stretto. Dolore piacere, grido. Mano sulla bocca, pompa selvaggio, culo pieno.
‘Vengo, porca!’ ringhia, riempie il buco caldo. Io tremo, orgasmo violento, schizzi sulla finestra. Sudati, ansimanti. Fuori, macchina passa di nuovo, vicini ancora nudi. Ci rivestiamo veloci, bacio complice.
Ora? Calma, caffè freddo. Ma quel segreto ci lega. Ogni finestra brilla diversa, coproprietà piena di cazzi e fiche nascoste. Domani? Chissà, magari li invito.