Ero lì, sul balcone, con la tazza di caffè fumante in mano. L’odore forte mi avvolgeva, mischiato all’aria tiepida del pomeriggio. Dall’altra parte della corte, l’appartamento di Marisa e Gianni, i vicini settantenni. La luce tamisée filtrava dal loro salotto, il rideau si muoveva appena, come se un alito di vento… ma no, erano loro. Li ho visti: lei gli accarezzava il petto, lui le palpava il culo sodo sotto la gonna.
Mi sono avvicinata alla ringhiera, cuore che batteva. ‘Dio, Marisa, sei una bomba a quell’età’, ho pensato. Gianni le ha alzato la gonna, le mutande bianche calate. La sua fica rasata, bagnata già. Lui in ginocchio, le lecca la figa con avidità. Io… io mi sono toccata piano, sotto la vestaglia leggera. Un’auto è passata in strada, rombando piano, mi ha fatto sussultare. Ma non mi fermavo. Loro gemevano bassi, il rideau oscillava. Marisa gli ha preso la testa: ‘Sì, leccami così, amore’.
Lo Sguardo Proibito dai Balconi
Poi, un fruscio. Ho girato la testa: Luca, il vicino di fianco, sulla sua finestra aperta. Mi guardava. Occhi fissi su di me, sulla mia mano che scivolava tra le cosce. Ha sorriso, malizioso. ‘Ti piace, Sofia?’, ha sussurrato, voce bassa ma chiara. Io arrossivo, ma non mi sono fermata. ‘E tu?’, ho risposto, eccitata da morire. Lui ha annuito, si è slacciato i pantaloni. Il suo cazzo duro, grosso, già pronto. L’interdetto del vicinato mi bruciava dentro.
È saltato sul mio balcone in un baleno, silenzioso. Mi ha spinta contro la ringhiera: ‘Sei una troia voyeur, eh?’. Le sue mani rudi sulla mia fica fradicia. ‘Bagnata come una fontana’. Mi ha infilato due dita, forte, mentre mi baciava il collo. Io gemevo: ‘Shh, i vicini…’. Ma lui rideva: ‘Che vedano, cazzo’. Mi ha girata, gonna alzata, e mi ha sbattuto il cazzo dentro di colpo. ‘Aah! Sì, scopami!’, ho urlato piano. Pistonava duro, le palle che sbattevano sul mio culo. Sudore, odore di sesso nell’aria. Marisa e Gianni dall’altra parte, forse ci sentivano. Un altro rumore di macchina, vicini che rientravano.
La Scopata Selvaggia con il Rischio
‘Prendilo tutto, puttana’, grugniva Luca, tirandomi i capelli. La mia fica lo stringeva, orgasmo che saliva. ‘Vengo, cazzo!’. Lui ha accelerato, mi ha riempito di sborra calda, bollente. Io tremavo, schizzi sulla ringhiera. Ci siamo accasciati, ansimanti. Ha riso: ‘Bel secretto, Sofia’.
Ora, ogni volta che vedo Marisa e Gianni, arrossisco. O Luca che passa. Il palazzo è lo stesso, ma ora pulsa di segreti carnali. L’odore di caffè sul balcone mi fa bagnare ancora. Chissà chi osserva me, domani.