Ero sul balcone, con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria fresca della sera. Milano, solita routine, ma quella notte… la luce tamisée nell’appartamento di fronte. La tenda si muove piano, appena un fruscio. Lei, la mora del terzo piano, si spogliava lenta. Lui la guardava, mani sulle cosce. Io… non riuscivo a staccare gli occhi. Il cuore batteva forte, la figa già umida solo a guardarli.

Un rumore di macchina in strada, passi lenti. Paolo, il mio vicino di fianco, esce sul suo balcone. ‘Sofia, che fai lì impalata?’ sussurra. Lo guardo, lui sorride malizioso. ‘Guarda là, dai.’ Indico la finestra. Lui si avvicina, il suo braccio sfiora il mio. Vediamo lei che si piega, lui le lecca la fica da dietro. ‘Cazzo, sono bollenti,’ mormora Paolo, la voce rauca. Sento il suo cazzo indurirsi contro la mia coscia. L’aria elettrica, il rischio che ci vedano. ‘E se ci beccano?’ dico io, ma non mi allontano.

Lo Sguardo che Accende il Fuoco

La tensione sale, proibita. Lui mi bacia il collo, mano sotto la gonna. ‘Sofia, sei bagnata fradicia.’ Le sue dita entrano nella mia figa, scivolano facili. Geme piano, io mi appoggio alla ringhiera. Dall’altra parte, loro scopano forte ora, lei urla ‘Più forte, cazzo!’. Paolo mi tira su la gonna, cala i pantaloni. Il suo cazzo grosso, venoso, mi preme sul culo. ‘Ti scopo qui, con loro che guardano,’ ansima. Io annuisco, eccitata da morire. Mi piego, spalanco le gambe. Entra di botto, profondo, mi riempie tutta. ‘Ahhh, sì, fottimi!’ gemo, mordendomi il labbro.

La Scopata Selvaggia e il Segreto

Pompa duro, il balcone trema. Paff, paff, i suoi colpi secchi, le palle che sbattono sulla mia fica. Io mi tocco il clito, bagnata come una fontana. ‘Cazzo, sei stretta, Sofia,’ grugnisce lui, afferrandomi i fianchi. Paura che la tenda si apra, che i vicini sentano i nostri gemiti. Un’auto passa lenta, fari che sfiorano. ‘Shhh, ma non fermarti!’ sussurro. Lui accelera, mi scopa selvaggio, il sudore cola. Sento l’orgasmo arrivare, la figa si contrae sul suo cazzo. ‘Vengo, porca puttana!’ urlo piano. Lui esplode dentro, sborra calda che mi inonda. Restiamo fermi, ansimanti, corpi appiccicati.

Poi, piano, ci rivestiamo. Loro di fronte finiscono, luci che si spengono. Paolo mi bacia. ‘Il nostro segreto.’ Torno dentro, gambe molli, caffè freddo dimenticato. Ora il palazzo è diverso: ogni finestra nasconde un fuoco, ogni vicino un possibile amante. L’odore di sesso nell’aria, il brivido che resta. Domani li guarderò di nuovo, ma con Paolo accanto. Che vita, cazzo.

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