Ieri sera ero sul mio balcone con una tazzina di caffè fumante, l’odore forte che mi saliva nelle narici. La via era tranquilla, solo il rumore lontano di un’auto che passava piano. L’appartamento di fronte, al terzo piano come il mio, aveva la luce accesa, tenda semiaperta che ondeggiava appena con la brezza. E lì, cazzo, li ho visti. Marta, la mamma sexy dei vicini, quarantenne con tette da urlo e culo sodo, era in ginocchio davanti a Luca, il vicino del piano sotto, quel figo con i muscoli tatuati. Lei gli stava succhiando il cazzo come una troia affamata, la testa che andava su e giù, saliva che colava. Lui la teneva per i capelli, gemendo piano. Io… porca puttana, mi sono bagnata all’istante. La fica che pulsava, ho aperto un filo la mia tenda, mano già dentro le mutande. Loro non mi vedevano ancora, ma sentivo l’adrenalina, quel brivido proibito del vicinato. Ogni sera da una settimana spiavo, Elena la figlia non c’era, ma Marta e Luca… cazzo, scopavano come conigli. Ieri, Luca ha alzato lo sguardo, mi ha beccata. Sorriso da bastardo, ha continuato a fottersi la bocca di lei. Io ho accelerato, dita nella fica fradicia, mordendomi il labbro per non gemere forte.

Non ce l’ho fatta più. Stamattina, bussano forte. Apro, è Luca, maglietta stretta sui pettorali, occhi famelici. ‘Ti ho vista ieri sera, Sofia. Ti eccita spiare, eh?’. Io arrossisco, ma la fica ribolle. ‘Vieni dentro, cazzo, prima che qualcuno veda’. Lo tiro dentro, ma lui mi spinge contro il muro del corridoio, porta semiaperta sul balcone. ‘No, qui, troia. Voglio che ci vedano’. Mi strappa la canottiera, tette libere, capezzoli duri. Mi bacia con lingua violenta, mani sul culo che strizzano. Io gli slaccio i jeans, cazzo enorme, duro come ferro, vene gonfie. ‘Succhia’, ringhia. Mi metto in ginocchio, lo prendo in bocca fino in gola, gorgoglio, saliva ovunque. ‘Brava puttana, più profondo’. Sento un’auto passare sotto, vicini che chiacchierano in cortile, terrore misto a eccitazione. Lui mi alza, mi gira, pantaloncini giù alle caviglie. ‘Piegati sul balcone’. Culo fuori, fica esposta alla via. Entra di colpo, cazzo che spacca, ‘Ahhh cazzo sì!’. Pompa forte, palle che sbattono, io urlo ‘Fottimi più forte Luca, riempimi la fica!’. Mano sulla bocca per non farmi sentire, ma gemo come una vacca. Lui mi scopa senza pietà, dita sul clito, sudo, odore di sesso pesante. ‘Vieni, troia, stringi il mio cazzo’. Esplodo, squirto sul pavimento, lui mi inonda dentro, sborra calda che cola giù le cosce. Tremiamo, ansimi, lui esce piano, bacio sudato.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Ci rivestiamo veloci, lui ride ‘Non dire niente a Marta, è il nostro segreto’. Esco sul balcone, caffè freddo ormai, via calma come se niente. Ma ora ogni finestra brilla diversa, ogni vicino nasconde chissà cosa. Quel brivido mi ha cambiato, la coproprietà è un nido di porci. Domani spiavo ancora? Cazzo sì.

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