Ero annoiata morta quel pomeriggio di mercoledì. Sole tiepido su Milano, odore di caffè dal mio balcone. Ho deciso di lavare la macchina nel cortile del condominio. Mi sono preparata: trucco leggero, reggiseno lavanda che mi fascia le tette sode, mutandine coordinate. Pelle olivastra che risalta. Vestitino estivo corto, a fiori, sbottonato davanti. Mi guardo allo specchio nell’ingresso. Sbatto due bottoni sopra, décolleté profondo. Due sotto, cosce nude. Ruoto: si alza bene. Controllo il culo: ok. Davanti… peli che spuntano. Esito. Tolgo le mutandine. Libera.
Arrivo nel cortile. Lo vedo subito: Luca, il vicino del terzo piano. Alto, muscoloso, quel sorriso da predatore. Ci siamo incrociati l’inverno scorso, sguardi che promettevano guai. Non è solo. C’è Marco, il suo coinquilino, basso ma atletico. Mi sorride, io ricambio ma resto ferma. Infilo i gettoni, afferro la lancia. Pesante, rigida tra le mani. Schizza acqua forte sulla carrozzeria. Devo stringerla bene. Ogni tanto alzo lo sguardo: Luca mi fissa, occhi che scendono sulle mie cosce bagnate. Mousse bianca sul metallo. Silenzio complice. Passa un’auto in strada, rombo lontano. Il rideau dell’appartamento di fronte si muove piano, qualcuno spia?
Il Gioco di Sguardi nel Cortile
Finisco sul cofano. Pressione cala, ultimo spruzzo tra i fari. Lancia molle. Ricordo Luca nudo nella mia vasca centrale, cazzo grosso e duro. Mi bagno tra le cosce. Lui si avvicina. ‘Ciao Giulia, sempre qui a provocare?’ Mi bacia sulla guancia. ‘Vivi ancora in quel loft pazzesco con la vasca in mezzo?’ Sì. ‘Mostralo a Marco, non ci crede.’
Saliamo le scale. Io avanti, loro dietro. Sento sussurri: ‘Guarda che cosce.’ Mi scaldo. Odore di sapone sulle mani. Nel mio appartamento, luce tamizzata. Verso drink. Lucas mostra la vasca. Mi siedo sul divano. Loro ai lati. Silenzio pesante. Metto mani sulle loro cosce. Luca mi bacia, lingua dentro. Marco accarezza collo. Luca solleva vestitino: ‘Niente mutande, troia.’ Marco: ‘Che figa pelosa, perfetta.’
Il Sesso Selvaggio e il Rischio di Essere Scoperti
Veloce. Mi spogliano. Luca in ginocchio, apre gambe, lecca fica fradicia. ‘Sei inzuppata, puttana.’ Trova clitoride gonfio, lo succhia. Marco pantaloni giù, cazzo dritto. Lo prendo, pompo, in bocca. Saliva sul glande, lingua intorno, ingoio. Mano su palle. Luca dietro, lingua su culo, bagna buco stretto. S succhio Marco forte, lui mi gira, levrette. Entra in fica di colpo, botte sui glutei. Luca cazzo in bocca: ‘Ricordavo bene, sempre calda.’ Mi spingono, gola piena. Paura: finestre aperte, vicini sentono gemiti? Auto passa, copre.
‘Luca, la prendiamo doppia. Falla salire su di me.’ Su Marco, fica piena. Luca dita in culo, saliva. Tre dita. ‘Piano…’ Ma voglio. Glande spinge ano. Dentro piano, fino in fondo. Ritmo uguale, mi sfondano. Specchio mostra: culi che sbattono, palle, cazzi in buchi. ‘Guardati, salope!’ Godo urlando, non fermatevi. Luca esce, penso sborri. No, lungo cazzo Marco, doppia in fica. Due cazzi stirano figa enorme. Spasmi, vengo fortissimo. ‘Che ne dici, troia?’ Afferro palle. Luca accelera, esce urlando, sborra su schiena. Io su Marco, tra tette, lui scarica denso su pancia e petto. Mi massaggio ridendo.
Vado in vasca. Luca segue. Acqua calda. Pomo tra natiche. Mi siede, gambe fuori. Dita in fica, pollice clito, poi in culo. Due dita veloci. ‘Vengo…’ Piscios quirt potente, verticale. Urlo godendo. Lui beve ultime gocce. Marco guarda esterrefatto. Calma. Asciugamani. Scendiamo scale piano. Ora ogni vicino ha un segreto. Il condominio non è più lo stesso: ogni finestra nasconde un brivido.