Ieri sera ero sul balcone, con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida. La luce tamisée filtrava dalle persiane dell’appartamento di fronte, quello dei miei vicini, Marco e la sua ragazza Anna. Il rideau si muoveva appena, come se qualcuno respirasse piano. Mi sporgo un po’, curiosa. E lì li vedo. Anna è nuda, i seni grossi che dondolano, una catenella d’argento che le lega i capezzoli a quelli di Marco. Lui tira piano, lei geme piano, ‘Tira più forte, cazzo’. Io mi bagno subito, la fica che pulsa.

Mi nascondo dietro la pianta, ma non riesco a staccare gli occhi. Anna si struscia contro la ringhiera del balcone, le chiappe aperte, cercando il metallo freddo contro la figa. ‘Senti come sono bagnata?’, gli dice, la voce tremante. Lui le dà corda, ma la catena è corta, la fa gemere di dolore misto piacere. Io mi tocco piano sopra i pantaloncini, il cuore che batte forte. Passa una macchina in strada, i fari illuminano tutto per un secondo. ‘Merda, c’è qualcuno!’, sussurra Anna, ma continua a sfregarsi, il culo che sale e scende sulla barra.

Lo Sguardo Proibito dal Balcone

Mi vede. Sì, i nostri sguardi si incrociano attraverso la finestra socchiusa. Sorride, maliziosa. ‘Vieni a vedere da vicino?’, mi fa con le labbra, senza voce. Io esito, ‘E se ci vedono?’. Ma la fica mi brucia, l’adrenalina mi spinge. Scendo le scale piano, il rumore dei passi che riecheggia. Busso piano alla loro porta. Marco apre, solo un asciugamano in vita, il cazzo mezzo duro che sporge. ‘Entra, italiana voyeur’. Anna è lì, ancora legata, tette rosse.

Mi tira dentro, mi bacia subito, la lingua che sa di vino. ‘Ti abbiamo vista che ti toccavi’. Le mani di Marco su di me, mi slacciano la camicetta, pizzica i miei capezzoli duri. ‘Mettiamola con noi’, dice Anna. Mi lega la catenella ai suoi tétons, ora siamo unite, ogni movimento ci fa male e godere. Mi spinge contro la ringhiera, la catena tesa. ‘Strusciati come me, troia’. Io lo faccio, il metallo gelido sulla mia fica rasata, scivola tra le labbra bagnate. ‘Cazzo, è freddo… ma buono’, gemo. Marco ci guarda, si sega piano il cazzo grosso, venoso.

L’Esplosione di Desiderio e Paura

Un’altra macchina frena in cortile, voci di vicini che chiacchierano. ‘Shhh, ci sentono!’, dico io, ma Anna ride, ‘Figurati se non godono pure loro’. Mi infila due dita nella fica, le muovo dentro, ‘Sei fradicia, puzzi di troia eccitata’. Io le lecco un capezzolo, tiro la catena, lei urla piano. Marco non resiste, mi afferra il culo, sputa sulla mia fessura anale e spinge il cazzo dentro. ‘Prendilo tutto, vicina’. È enorme, mi spacca, ma spingo indietro, ‘Fottimi forte, fammi venire’. Anna si masturba guardandoci, le dita nella figa che schiocca.

‘Guardate giù, c’è il vecchio del piano terra che fuma!’, sussurra Marco, pompando più veloce. Paura e eccitazione mi fanno esplodere, squirto sulla ringhiera, il liquido che cola giù. Lui viene dentro il mio culo, caldo, tanto. Anna si unisce, ci lecca via il sudore, la lingua sul mio clitoride gonfio. ‘Ora siete nostre’, dice.

Torniamo dentro, ansimanti, catene slacciate. Ci salutiamo con un bacio umido. ‘Domani di nuovo?’. Io annuisco, ridendo nervosa. Ora ogni finestra della palazzina mi sembra viva, segreti dappertutto. La coproprietà non è più la stessa: ogni balcone nasconde una fica bagnata, un cazzo duro. E io voglio vederli tutti.

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