Mi sono svegliata con la fica che pulsava, ancora umida dal sogno. Caffè in mano, apro le persiane piano. È l’alba, luce fioca, un’auto passa lenta in strada, romba bassa. Di fronte, appartamento dei vicini: Marco e Laura sul balcone, lui in boxer, muscoli tesi, lei in vestaglia trasparente. Vedo le sue tette sode, capezzoli duri. Lui le versa caffè, odore forte arriva fin qui. Lei ride piano, gli tocca il pacco gonfio. Cazzo, mi eccito subito. E se mi vedono? Il rideau loro si muove appena, un’ombra. So che mi spiano a volte, quando esco nuda sul balcone.
Esco io, vestaglia aperta sul davanti, fica rasata esposta all’aria fresca. Caffè caldo in mano, fingo di stirarmi. Marco alza gli occhi, mi fissa. Sorriso complice. Laura arrossisce, ma non distoglie lo sguardo. Sento l’adrenalina, cuore che batte forte. ‘Buongiorno, Giulia,’ grida lui piano. ‘Bello spettacolo stamattina.’ Arrossisco, ma apro di più le gambe. ‘Anche voi non siete da meno,’ rispondo maliziosa. Lei ride nervosa, lui si sistema il cazzo duro nei boxer. La tensione sale, proibita, così vicina, solo un balcone ci separa. Ogni giorno così, sguardi che bruciano, desiderio che monta. Vorrei toccarmi lì, ora.
Lo Sguardo Proibito dalla Finestra
Quella sera, luce tamisée in camera. So che sono soli, lei è uscita. Finestra aperta, balcone libero. Mi spoglio lenta, tette libere, capezzoli turgidi. Mi siedo sul bordo, apro le cosce, dita sulla fica bagnata. Gemo piano, ‘Ah sì…’ Rumore di passi giù, vicino che rientra? Non mi fermo, infilo due dita, succhio il clito gonfio. Sento occhi su di me. Sì, Marco è lì, balcone suo, mano nei pantaloni, si sega piano guardandomi.
‘Basta, vengo da te,’ sussurra forte. Bussano piano alla porta. Apro nuda, lui entra, odore di sudore e colonia. ‘Cazzo, Giulia, mi fai impazzire da giorni.’ Mi bacia duro, lingua in bocca, mani sulle tette. Lo spingo sul divano, gli abbasso i jeans: cazzo grosso, venoso, cappella viola lucida. ‘Lo voglio in gola,’ dico, inginocchio. Lo prendo tutto, succhio forte, saliva che cola, ‘Slurp slurp,’ gemo. Lui ansima, ‘Fica voyeur del cazzo.’ Mi alza, mi piega sul tavolo, balcone aperto. ‘Guarda se passa qualcuno.’ Rischio alto, vicino di sotto sente tutto?
Il Sesso Crudo e il Rischio di Essere Scoperti
Mi lecca la fica da dietro, lingua dentro, ‘Sei fradicia, puttana.’ Infili il cazzo, ‘Prendilo tutto!’ Spinge forte, pacche sul culo, ‘Plap plap.’ Gemo alta, ‘Fottimi più duro, Marco!’ Mi giro, gambe aperte, lui mi pompa, tette che ballano. ‘Vengo, troia!’ Sborra dentro, caldo, pieno. Io squirto, ‘Sììì!’ Corpi sudati, tremanti. Paura che Laura torni, o un altro vicino senta i gemiti.
Ci calmiamo piano, caffè sul balcone, nudi sotto coperte. ‘Non dirlo a nessuno,’ sussurra lui. Annuisco, ma ora tutto cambia. Ogni finestra qui è sospetta, ogni rumore un invito. Il quartiere non è più lo stesso: segreto carnale che brucia, pronto a esplodere di nuovo. Adrenalina eterna.