Era domenica mattina, il profumo del caffè fresco mi avvolgeva sul balcone. Una macchina passa lenta in strada, romba piano. Guardo di fronte, appartamento Rossi. Tenda bianca si muove appena, luce tamisée filtra. Sbircio curiosa. Eccoli: Laura, bruna formosa sui 40, chignon disordinato, in 69 con Marco. Lei sopra, figa pelosa sul muso barbuto di lui. Succhia avida il suo cazzo lungo e spesso, saliva che cola. Lui lecca vorace, lingua affondata nelle labbra gonfie. Gemiti soffocati. Il mio cuore accelera, calore tra le cosce.
Poi, voce dal basso: “Signora Rossi! Signora Rossi, è in casa?” La vecchia del piano terra. Laura solleva la testa, reggendo il cazzo lucido. “Hai sentito, Marco? È la signora Bianchi.” Lui, barba impastata di umori, borbotta tra le sue cosce: “Lascia stare, succhiami la cappella.” Lei riprende, ma la voce insiste. Si alza, peignoir leggero, va alla finestra. Petto che sbuccia, capezzoli duri.
Lo Sguardo Proibito dalla Finestra
Io, Sofia, 38 anni, italiana doc, mano già sotto la gonna. Umida all’istante. Marco striscia a quattro zampe, nascosto fino al petto di lei. Le infila la faccia nel peignoir, lecca cosce, raggiunge la figa. Laura sobbalza, parla con la vecchia: “Buongiorno, scusi, ero sotto la doccia.” Ma la lingua di lui la fa tremare. “Tutto bene? Sembra strana.” “Ho… ehm… mangiato troppo.” Io rido piano, dita sulla clitoride, gonfia. Sento l’odore del mio eccitazione misto a caffè. Marco infila un dito, lei geme reprime: “Sììì, ehm, arrivederci!”
Finestra chiude di scatto. Lei vola via il peignoir, si impala sul cazzo eretto di lui a terra. “Porco! Bastardo, avresti aspettato!” Ondula forte, tette in faccia, “Mettila profonda, scopami!” Lui pompa dal basso. Paura che un vicino senta, ma io… io non resisto più. Chiamo Luca, mio marito, magro e duro come Marco. “Vieni qui, amore, guarda cosa fanno. Mi fai morire.”
L’Esplosione di Desiderio sul Balcone
Luca arriva, vede dalla finestra aperta. La sua verga si tende nei pantaloni. Lo tiro sul balcone, vicino alla ringhiera. Gente potrebbe passare sotto. Gli slaccio, cazzo duro salta fuori. Lo ingoio, gola profonda, bava che cola sul mento. “Cazzo, Sofia, sei una troia voyeur.” Lui mi alza gonna, mutande da parte, due dita in fica bagnata. “Senti come sgoccioli per loro.” Mi mangia in piedi, lingua su clitoride, mentre io succhio. Rischio tutto: tenda mossa di fronte, forse ci vedono.
Non ce la faccio. Mi giro, mani su ringhiera, culo fuori. “Scopami ora, forte, che ci vedano!” Lui entra di colpo, cazzo fino alle palle. “Porca puttana, stretta e fradicia.” Pompa selvaggio, pacche sulle chiappe. Io urlo piano: “Più forte, cazzo, riempimi!” Tette ballano libere, vento fresco su capezzoli. Sento loro gemere ancora dentro, auto lontana. Paura eccita: e se la vecchia sotto alza la testa? Luca mi afferra i fianchi, martella. “Dimmi quanto ti piace essere vista.” “Sììì, adoro, vengo… vengo con la fica che pulsa!”
Esplodo, squirto sul balcone. Lui mi riempie di sborra calda, cola giù gambe. Ansimo, sudata. Rientriamo veloci, tenda chiude. Luca ride: “Ora sanno che li spiamo.” Io sorrido, fica ancora trema. Il quartiere? Non è più lo stesso. Ogni finestra un segreto, ogni balcone un brivido. Quei vicini… chissà se spiavano noi. Da oggi, saluto Laura con occhi complici. L’adrenalina non svanisce.