Era una sera d’estate romana, afosa da morire. Sul balcone, sorseggiavo un caffè forte, l’odore che si mescolava all’aria umida. La finestra dell’appartamento di fronte era aperta, luce tamisée, tenda che ondeggiava piano. All’improvviso, un gemito. Basso, roco. Lei, la vicina bionda, si dimenava contro di lui. Silhouette nude, lui la teneva per i fianchi, la inculava piano. ‘Sì, così, più forte!’, ha sussurrato lei. Io… io mi sono bloccata. La tazza tremava in mano. Un rumore di macchina in strada, lontana, ma qui silenzio totale. Il mio clitoride ha pulsato. Ho sentito la figa bagnarsi, mutande appiccicose.
Mi sono avvicinata alla ringhiera, cuore che batteva. Loro non mi vedevano, o forse sì? Lui ha accelerato, schiaffi sulle chiappe di lei. ‘Ti piace il mio cazzo nel culo, eh?’, grugniva. Lei urlava piano, orgasmica. Io… non resistevo. Mano in mutande, dita sulla fessura fradicia. Sfregavo, immaginando di essere lei. La tenda si è mossa di più, un’ombra. Lui ha girato la testa. Verso di me? Occhi che brillavano nella penombra. Ho esitato, ma ho continuato, gemo piano. ‘Cazzo…’, ho bisbigliato. L’aria profumava di sesso, sudore, caffè freddo.
Lo sguardo indiscreto e la tensione che sale
La tensione saliva, proibita. Vicini di condominio, se ci beccano? Ma l’adrenalina… divina. Lui ha sorriso, ha tirato fuori il cazzo lucido dal culo di lei, enorme, venoso. Lei si è girata, in ginocchio, lo ha succhiato golosa. Io ho aperto la camicia, tette libere all’aria. Mi strizzavo i capezzoli duri. Lui mi fissava, mano sul cazzo. ‘Vieni qui’, ha mimato con le labbra. Io? Paura e voglia. La figa colava, cosce umide. Un’auto passa, fari che sfiorano il balcone. Mi nascondo un secondo, ma torno. Lui fa cenno: porta aperta.
Corro dentro, porta socchiusa. Lui è lì, nudo, cazzo dritto. ‘Ti ho vista, troia voyeur’, ringhia piano. Mi spinge contro il vetro della finestra. ‘Fammi vedere come sei bagnata’. Tiro giù le mutande, apro le gambe. Dita dentro, tre, pompo forte. Lui si masturba guardandomi. ‘Ora il mio turno’. Mi gira, mi piega sul davanzale. Sento il suo cazzo premere sull’ano. ‘No, aspetta…’, ma lui spinge. Dolore e piacere, entra piano. ‘Cazzo stretto, sì!’. Ogni colpo profondo, palle che sbattono. Io urlo piano, ‘Più forte, inculami!’. La finestra vibra, loro di fronte ci guardano? La bionda sorride, si tocca.
L’esplosione di fica e cazzo alla luce della luna
Paura di un altro vicino, luci spente intorno. Ma eccitazione folle. Lui mi martella il culo, mano sul clito. ‘Vieni, puttana, mentre ti rompo il buco’. Orgasmata violenta, squirto sul pavimento. Lui grugnisce, ‘Prendo il tuo culo!’. Getti caldi dentro, mi riempie. Ansimo, tremante. Si ritira, sperma che cola dalle chiappe. Lei, la vicina, applaude piano dalla finestra.
Tornata nel mio letto, sudata, appagata. Silenzio ora, solo grilli lontani. Domani li incrocerò in ascensore, sorrisi complici. Il condominio non è più lo stesso: ogni finestra un segreto, ogni balcone una promessa. Quel brivido carnale mi ha cambiata. Ora guardo tutti con occhi diversi, figa sempre un po’ umida al pensiero.