Ero lì, sul balcone, con il caffè caldo in mano. L’odore forte mi saliva nel naso, mescolato all’umidità della notte milanese. Di fronte, nell’appartamento illuminato da una luce tamisée, il rideau si muoveva piano, come se respirasse. Li ho visti. Lui, muscoloso, la spingeva contro il vetro. Lei gemeva, tette sode che ballavano, le mani aperte sul finestra. Cazzo, si stavano scopando alla grande, senza ritegno.

Il cuore mi batteva forte. Mi sono avvicinata, fingendo di sistemare i vasi. Ma non potevo staccare gli occhi. Lui la girava, le leccava la figa da dietro, lei inarcava la schiena. Un brivido mi ha percorso la schiena. Sotto, una macchina è passata lenta, fari che illuminavano la strada. E se alzavano lo sguardo? L’adrenalina mi bagnava tra le cosce.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Poi, a fianco, la finestra di Luca si è aperta con un cigolio. I nostri occhi si sono incrociati. Lui, il vichino single, alto e tatuato, sorrideva malizioso. Sapeva. “Vedi anche tu?” ha sussurrato, voce bassa. Ho annuito, mordendomi il labbro. “Che troie,” ha detto, e la sua mano è scesa sui pantaloni. Il mio clitoride pulsava. L’interdetto del vicinato ci eccitava da morire.

Non ho resistito. “Vieni qui,” gli ho detto, aprendo la porta finestra. È saltato sul mio balcone in un secondo, pantaloni già slacciati, cazzo duro che spuntava. Mi ha spinta contro il muretto, mano sotto la gonna. “Sei fradicia,” ha ringhiato, dita dentro la mia figa bagnata. Guardavamo loro: ora lei gli cavalcava il pisello, urlando piano. Luca mi ha strappato le mutande, “Prendilo, Sofia.” Mi ha penetrata di colpo, cazzo grosso che mi riempiva, spinte violente.

L’Esplosione di Piacere e Paura

Gemevo forte, “Più forte, cazzo, ma piano, i vicini sotto…” Una macchina ha frenato lì sotto, rumori di voci. Paura mista a eccitazione pura. Lui mi sbatteva, palle che sbattevano sul mio culo, una mano sul mio collo. “Guarda, si stanno venendo.” Lì di fronte, lui le schizzava in bocca, lei ingoiava tutto. Luca mi ha girata, mi ha messo in ginocchio. “Succhiamelo mentre ti guardano.” Bocca piena del suo cazzo salato, saliva che colava, occhi sui vicini. Mi scopava la gola, “Sei una troia voyeur.” Poi mi ha alzata, contro il vetro aperto, da dietro, pisello che entrava e usciva dalla figa gocciolante. “Vieni, puttana,” e mi ha riempita di sborra calda, mentre io esplodevo, gambe tremanti.

Siamo crollati sul pavimento del balcone, sudati, ansimanti. L’odore di sesso e caffè ovunque. Loro di fronte hanno chiuso il rideau, ma Luca mi ha baciato, “Il nostro segreto.” Ora, ogni finestra del palazzo è un invito proibito. Il vicinato non è più lo stesso: ogni ombra nasconde un desiderio pronto a esplodere.

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