Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria calda. La finestra di fronte, quella di Antonio, il vicino nuovo. 32 anni, corpo da atleta, solo da poco. L’ho visto per la prima volta settimane fa, mia amica Sofia che usciva da casa sua, tutta rossa in viso, ridendo. Mi ha raccontato tutto: ‘È un toro, ha un cazzo enorme, mi fa impazzire’. Io sorridevo, ma dentro bruciavo. Paolo, mio marito, è dolce ma… routine. I figli grandi, la vita tranquilla in questo condominio borghese.

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Una sera, luce tamisée nel suo salotto. Lui a torso nudo, sudato dopo palestra. Io sporgo la testa, il rideau che si muove piano. Mi vede. Sorride. Alza il bicchiere. Cuore che batte forte. ‘Buonasera’, grida piano. Io arrossisco, ‘Buonasera’. Da lì, giochi di sguardi. Lui si cambia, io fingo di annaffiare i fiori. Una volta, lo vedo toccarsi i pantaloni, gonfio. Sofia dice che l’ha mollata. ‘Troppo appiccicosa’. Io penso: e se…?

Gli sguardi che accendono il fuoco

I giorni passano, tensioni. Passo davanti casa sua, lui mi ferma: ‘Vieni per un caffè?’. Paolo al lavoro, figli a scuola. Entro. Casa grande, ereditata. Odore di colonia maschile. Parliamo, ma gli occhi dicono altro. ‘Ti ho vista dal balcone’, sussurra. ‘Anch’io te’. Mani che sfiorano. Lo bacio. Labbra calde, lingua che invade. Mi strappa la canottiera. ‘Cazzo, sei una bomba’. Seni liberi, lui li succhia forte, morde i capezzoli. Io gemo, ‘Piano, i vicini…’. Ma eccitazione doppia: la finestra aperta, luce del pomeriggio, rischio che qualcuno passi in strada.

La scopata selvaggia con l’adrenalina del rischio

Mi sbatte sul divano, gonna su, mutande via. ‘Sei fradicia’. Dita dentro la fica, bagnata persa. ‘Ti scopo ora’. Cazzo fuori: grosso, venoso, 20 cm duri. Lo prendo in mano, palpita. ‘Dammelo’. Lo lecco, gusto salato, lo ingoio quanto posso. Geme, ‘Brava troia’. Mi gira, a pecorina contro la finestra. ‘Guarda fuori, magari ti vedono’. Paura e goduria. Entra piano, mi spacca. ‘Ahhh, è troppo grosso!’. Ogni spinta profonda, palle che sbattono. Io urlo, ‘Scopami forte, Antonio!’. Sento una macchina passare, ombre in strada. Lui accelera, mi griffo la schiena. ‘Vengo dentro?’. ‘Sì, riempimi!’. Esplode, sperma caldo che cola. Io vengo tremando, fica che pulsa.

Ci rivestiamo sudati, risate nervose. ‘Non dire niente’. Bacio d’addio. Torno a casa, gambe molli. Paolo rientra, mi guarda strano. Ma io sorrido. Ora ogni balcone, ogni finestra è un segreto. Il quartiere? Non è più lo stesso. Ogni vicino nasconde un fuoco. E io? Ne voglio ancora.

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