Ieri sera, dal mio balcone, con l’odore del caffè che saliva dalla tazza ancora calda, ho visto la luce fioca filtrare dalle persiane del vicino di fronte. Lui, quel vecchio di settant’anni, quasi cieco, seduto solo nel suo salotto. Il sipario si muoveva appena, come se sapesse che lo stavo fissando. Un brivido mi ha percorsi la schiena. Abitiamo in questo condominio da anni, ma da quando ho notato come mi guarda – o finge di non vedere – sento questa tensione. L’interdetto del vicinato, così vicino, così pericoloso. Una macchina è passata in strada, rombando piano, e io ho stretto le cosce, immaginando i suoi occhi spenti su di me.

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Non resistevo più. Ho bussato alla sua porta, cuore in gola. ‘Entra, cara’, mi ha detto con quella voce calda, manipolatrice. L’appartamento odorava di whisky e uomo solo. Due bicchieri sul tavolino, una bottiglia mezza vuota. ‘Siamo soli?’, ho chiesto, ma dentro speravo di no. Mi ha sorriso, tastando l’aria. ‘Mettiti comoda’. Le sue mani hanno sfiorato le mie spalle, slacciando la camicetta. I miei capezzoli si sono induriti all’istante. ‘Bellissimi seni’, ha mormorato, palpandoli come se li vedesse. Io, nuda dalla vita in su, mi sentivo esposta. La finestra era socchiusa, la luce del lampione entrava tremolante. E se qualcuno guardava?

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Mi ha fatto sedere, ha aperto la vestaglia. Il suo cazzo, duro e venoso, puntava in alto tra peli bianchi. ‘Lo conosci, no? Lo vuoi dentro’. Ho smesso di fingere. ‘Sì, scopami’. Ma lui: ‘Aspetta, il desiderio cresce’. Mi ha spinto la gonna su, dita leggere sulle cosce. Niente mutande, la fica già bagnata, labbra gonfie. ‘Puzzi di sesso, troia’. La sua lingua ha sfondato, succhiando il clitoride. Io gemevo, ‘Leccami, più forte’. Un dito nel culo, rotante, e ho squirted, venendo come una fontana. ‘Brava cagna’.

La Scopata Intensa e il Terrore di Essere Scoperti

Mi ha bendato gli occhi con una sciarpa. Nuda, in ginocchio sul divano, culo in alto verso la finestra. ‘Gira, mostrami il tuo buco’. L’ho fatto, eccitata dal rischio. Schiaffo sulle chiappe, bruciante. ‘Immagina che ti guardano, puttana’. Un rumore: bottiglia che tocca vetro. Qualcuno c’era! ‘Chi è?’, ho sussurrato, ma il cuore batteva forte dall’adrenalina. ‘Non lo so, ma ti stanno fottendo con gli occhi’. Mi ha aperto le natiche, dito nel culo, poi due. ‘Dillo: ti piace inculata’. ‘Sì, inculami!’. Il suo cazzo ha premuto, entranto piano, dilatandomi. ‘Stretto, fottuto culo vergine’. Pompava, io urlavo, ‘Più forte, riempimi!’. Sentivo passi? Un altro vicino? La paura mi faceva stringere di più, venendo di nuovo. Lui grugniva, ‘Prendilo tutto’, e ha scaricato sperma caldo dentro di me.

Ora, tornata a casa, il silenzio del condominio è diverso. Ogni finestra potrebbe nascondere occhi affamati. Quel segreto carnale mi ha cambiata: il palazzo non è più solo muri, ma un nido di desideri proibiti. Domani lo rifarò, col brivido di essere vista.

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