Era una sera d’estate umida, sai? L’odore del caffè dal mio balcone si mescolava al rumore lontano di una macchina in strada. Ho lasciato la finestra aperta, la luce tamisée del mio appartamento filtrava fuori. Di fronte, nel palazzo di fronte, lui… il mio vicino, quel tipo di 35 anni, timido ma con un corpo da urlo, torse nudo sul divano. Accarezzava il suo gatto, una palla di pelo morbida sul ventre. I nostri occhi si sono incrociati. Ehm… ho sorriso, lui ha arrossito ma non ha distolto lo sguardo. Il gatto ronfava, le sue mani scivolavano piano sul pelo, e io… io ho sentito un brivido. La mia vestaglia leggera si è aperta un po’, lasciando intravedere i capezzoli duri. Lui ha fissato lì, il gatto è saltato giù, e il suo rigonfiamento nei pantaloni è diventato evidente. Prossimità proibita, vicini che si spiano… l’adrenalina mi bagnava già.
Ho socchiuso le cosce, sfiorandomi piano. Lui si è alzato, si è avvicinato alla sua finestra. ‘Ciao…’ ha mormorato, voce bassa. Io: ‘Ti vedo, sai?’. Il rideau suo si è mosso appena, luce fioca sul suo pacco teso. Ho tirato su la vestaglia, mostrandogli la fica rasata, umida. Lui si è toccato sopra i pantaloni, gemendo piano. Paura che un altro vicino ci beccasse, ma eccitazione pura. ‘Vieni qui’ gli ho sussurrato. Ha esitato, poi… ha chiuso la porta, attraversato la strada di corsa. Bussata leggera alla mia.
Lo Sguardo che Brucia nell’Interdetto
Apro, lo tiro dentro. Bacio famelico, mani ovunque. ‘Cazzo, ti volevo da mesi’ ansima lui. Lo spingo contro la finestra aperta, gli calo i pantaloni. Il suo cazzo duro salta fuori, grosso, venoso. Lo prendo in bocca, lecco il glande salato, succhio forte mentre lui guarda fuori: ‘E se ci vedono?’. ‘Meglio, mi eccita’ dico, sputando saliva sul suo asto. Mi alzo, mi giro, cullo contro il vetro. ‘Scopami qui’. Lui mi afferra i fianchi, infila la cappella nella fica fradicia. ‘Sei strettissima… puta del vicinato’. Spinge dentro, un colpo secco, mi riempie. Grido piano, il vetro trema. Pompa forte, palle che sbattono sul mio clito. Io mi tocco, dita nella fessura intorno al suo cazzo. ‘Lecca la mia fica prima’ ordino. Si inginocchia, lingua dentro, succhia il mio nettare dolce. ‘Hai un sapore di paradiso proibito’. Mi fa venire, squirto in bocca sua, gambe che tremano. Poi mi sbatte di nuovo, dal dietro, mano sul collo. ‘Ti riempio, troia’. Sento il suo sperma caldo schizzare dentro, miscelato al mio umore. Paura costante: luci accese di fianco, passi in scala?
Cadiamo sul letto, sudati, ansimanti. Il gatto? No, solo noi. ‘Non dirlo a nessuno’ sussurra lui, baciandomi il seno. Io rido piano: ‘Il nostro segreto’. Fuori, la notte calma, macchina che passa. Ora, ogni finestra della coproprietà mi eccita. Quel vicino timido? Il mio amante voyeur. La vista è cambiata: pieni di segreti carnali, e io… io ne voglio ancora.