Era una sera d’estate, calda e appiccicosa. I bambini erano dai nonni, finalmente soli. Io, 28 anni, capelli neri mossi, tette sode e culo tondo, mi sentivo già eccitata. Sul balcone, sorseggiavo un caffè forte, l’odore che mi riempiva le narici. Dall’appartamento di fronte, la luce fioca filtrava dalle tende semi-chiuse. Li vidi: il vicino Paolo e sua moglie, nudi sul letto. Lei a cavalcioni, cazzo dentro fino in fondo, gemiti soffocati. Il mio cuore batteva forte. Mi toccai piano sotto la gonna, la fica già umida.
Poi, un rumore: una macchina passa in strada, fari che illuminano il buio. Mi giro, e lì, Marco, il vicino del piano di sotto. Vent’anni, studente, occhi verdi, corpo atletico. Viene spesso a darci una mano col giardino. Mi sorride, imbarazzato. ‘Buonasera, Sofia. Visto qualcosa di interessante?’ dice con voce bassa. Arrossisco, ma lo invito dentro. Mio marito Luca è sul divano, sorseggia birra. ‘Entra, Marco, fai compagnia.’
Lo Sguardo dalla Finestra e la Tensione che Sale
Ci sediamo stretti sul divano vecchio. Io indosso una camicia da notte leggera, bottoni sul davanti, niente reggiseno, mutandine di cotone bianche. Le mie tette si intravedono, capezzoli duri. Parliamo del più e del meno, ma l’aria è elettrica. Sento gli occhi di Marco su di me. ‘Fa caldo, eh?’ dico, slacciando un bottone. Luca ride. ‘Già.’ Marco arrossisce, ma non distoglie lo sguardo. Allungo la gamba, colpisco per gioco la sua coscia. ‘Ops…’ Lui afferra i miei piedi, inizia a solleticarli. Odio, ma… mi eccita. ‘Fermati, cazzo! Mi fai impazzire!’ Rido, ma respiro già pesante.
La camicia si alza, mutandine esposte. Pochi peli neri spuntano dall’elastico. Silenzio pesante. Marco accarezza piano i miei piedi, sale ai polpacci. Io… non mi muovo. Luca mi guarda, sorride. Annuisco piano. Le sue dita arrivano alle ginocchia, le spinge piano ad aprirsi. Vedo la mia fica gonfia sotto il tessuto umido. ‘Sei bellissima,’ mormora Marco. Luca slaccia altri bottoni, le mie tette balzano fuori, capezzoli turgidi. Li pizzica forte. Gemo.
L’Esplosione nel Salotto: Sesso Crudo e il Terrore di Essere Visti
Ci spostiamo in camera, luce tamisata. Mi sdraio nuda sul letto, gambe aperte. ‘Guardatemi,’ dico, voce tremante. Marco e Luca si spogliano, cazzi duri come sassi. Quello di Marco è enorme, venoso. Luca mi bacia, Marco lecca una tetta, morde il capezzolo. ‘Cazzo, che fica bagnata,’ dice Marco, infila due dita dentro di me. Schizzo cyprine, il letto fradicio. ‘Gusta,’ le porta alla mia bocca. Succhio, salato e dolce.
Luca mi monta, cazzo nella fica. Marco dietro, mi bagna il culo con saliva. ‘No… aspetta…’ dico, ma spingo indietro. Il suo dito entra nell’ano stretto. ‘Rilassati, troia,’ ride Luca. Poi il cazzo di Marco preme. Entra piano, mi spacca. ‘Ahhh! Troppo grosso!’ urlo, ma vago avanti e indietro. Sento una porta sbattere fuori – un altro vicino? Paura, eccitazione. ‘Zitti, cazzo, ci sentono!’ sussurro. Ma pompo più forte, fica e culo pieni. Luca sborra dentro, caldo. Marco mi riempie il culo, sperma che cola.
Crollo, sudata, tremante. ‘Vi amo… ma che peccato.’ Dormiamo abbracciati. Al mattino, Luca va al lavoro. Io e Marco ci guardiamo. ‘Non dirlo a nessuno.’ Ora, ogni volta che vedo le tende muoversi, penso: chissà chi ci ha sentiti? Il quartiere non è più lo stesso. Ogni vicino nasconde un segreto carnale. E io… voglio di più.