Ero sul balcone, caffè in mano. L’odore forte mi avvolgeva, amaro e caldo. Una macchina passa piano in strada, fari che sfiorano le persiane. Guardo di fronte, appartamento vicino. La tenda si muove appena, luce tamisée filtra. Lui è lì, Marco, il vicino moro e forte, tipo operaio con muscoli da manovale. Si toglie la camicia sudata, torso lucido. I nostri occhi si incrociano. Arrossisco, ma non mi muovo. Sorrido nervosa. Lui fa lo stesso, mano sul petto, sudore che cola.

‘Fa un caldo cane stasera, eh?’ grida piano da lassù, balconi a un metro. Io annuisco, vestitino leggero appiccicato alla pelle. Sento il cuore battere. ‘Già… non si respira.’ Lui si avvicina alla ringhiera, io pure. Occhi fissi sulle mie tette, capezzoli duri sotto il tessuto sottile. Mi mordo il labbro. La figa pulsa già, bagnata. ‘Ti vedo sempre qui, sola… bella così.’ Voce bassa, rauca. L’adrenalina sale, proibito, vicini ovunque. Un rumore di passi al piano sotto, trattengo il fiato. Lui ride piano. ‘Non ti muovere, mi ecciti.’ Io esito, mano che scivola sul ventre. ‘E tu… col tuo corpo…’ Tensione elettrica, aria densa.

Lo Sguardo Proibito dal Balcone

Non resisto. Mi tiro su il vestitino, mutande da parte, dita sulla fica fradicia. Lui ansima, cazzo che si gonfia nei pantaloni. ‘Cazzo, sì, toccati per me.’ Mi infilo due dita, gemo piano, occhi incollati ai suoi. Lui slaccia, tira fuori l’uccello duro, grosso, vene pulsanti. Si sega lento, gemendo. ‘Vieni qui, troia.’ Bussa alla mia porta dopo cinque minuti, io nuda, porta aperta. Entra, mi sbatte al muro. ‘Ti volevo da settimane.’ Bocca sulla mia, lingua dentro, mani che mi strizzano le tette. Mi gira, contro la finestra aperta. ‘Piedi larghi.’ Lecca il collo, odore di sudore maschio.

Sesso Crudo e Intenso con Paura di Essere Scoperti

Mi infila due dita in fica, ‘Quanto sei bagnata, puttana.’ Grido, ‘Shh, i vicini!’ Ma spinge forte, pollice sul clito. Cazzo contro il culo, duro come ferro. ‘Ti scopo ora.’ Entra di colpo, mi riempie tutta, figa che si contrae. ‘Cazzo, che stretta!’ Pompa selvaggio, pacche sul culo, ‘Prendilo tutto.’ Io gemo, ‘Più forte, ma piano… ci sentono!’ Finestra aperta, luce di un’auto illumina, paura mista a eccitazione. Mi fa piegare, mi scopa a pecorina sul balcone, mano in bocca. ‘Senti come ti sfondo.’ Succhi, orgasmo che arriva, squirto sul pavimento. Lui grugnisce, ‘Vengo dentro.’ Sborra caldo, piena. Ansima sul mio collo.

Ci rivestiamo veloci, sudati. ‘Non dire niente.’ Bacio ultimo, se ne va. Io resto lì, gambe tremanti, fica che gocciola. Ora ogni luce accesa in condominio mi fa fremere. Segreto carnale, vicinato cambiato per sempre. Lo rifarei, quel brivido.

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