Ieri sera, ero sul balcone. L’odore del caffè forte mi avvolgeva, caldo e amaro. La luce tamisée dell’appartamento di fronte filtrava dalla tenda socchiusa. Marco, il vicino single, quel figo con i muscoli da muratore. L’ho visto. Si toglieva la maglietta. Sudato dal lavoro. Ehm… il mio cuore ha fatto un balzo.
Un’auto è passata in strada, rombando piano. Ho trattenuto il fiato. Lui non sa che lo guardo. O sì? Ha abbassato i pantaloni. Cazzo, è duro. Grosso, venoso, in mano. Si accarezza lento, occhi fissi qui. Sul mio balcone. I nostri sguardi si incrociano. Non distolgo lo sguardo. Sorrido. Maliziosa. La tenda si muove appena, un filo d’aria.
Lo Sguardo che Brucia
Sento l’eccitazione salire. Le mutandine si bagnano. Provo a coprirmi col lenzuolo leggero, ma no. Lo lascio cadere. Seni nudi all’aria fresca della sera. Capelli scompigliati. Mi tocco un capezzolo. Duro come pietra. Lui ansima, lo vedo dalla finestra. Accelera la mano sul cazzo. ‘Cazzo, Sofia…’, mormora. Come fa a sapere il mio nome? Il condominio è piccolo, pettegolezzi volano.
La vicinanza mi uccide. Solo un balcone ci divide. L’interdetto del vicinato, quel brivido. Se qualcuno passa sotto… Ma non mi fermo. Mi alzo la gonna. Dita tra le cosce. Umida, scivolosa. Gemito piano. Lui fa lo stesso. Mani veloci. Occhi incollati.
Poi, un gesto. Mi fa cenno. Porta aperta? Corro dentro, prendo le chiavi. Busso alla sua. ‘Entra, troia’, sussurra aprendo. Odore di uomo, sudore, birra. Mi spinge contro il muro. Bocca sulla mia. Dura, affamata. Mani ovunque. ‘Ti guardo da settimane, cazzo. Quei tuoi tette perfette.’
Il Sesso Crudo e il Brivido del Rischio
Mi strappa le mutandine. Dita dentro, due, tre. ‘Sei fradicia per me.’ Annuisco, ansimando. ‘Fottimi, Marco. Ora.’ Mi gira, schiaffo sul culo. Mi piega sul tavolo. Finestra aperta, balcone visibile. Rischio che i vicini di sopra sentano. O vedano. Il suo cazzo preme contro la figa. Enorme. ‘Prendilo tutto.’ Spinge. Urlo piano. Riempie tutto. Testa che sbatte, palle contro il clito.
‘Piu forte, cazzo!’ Geme. ‘Zitta, o ci beccano.’ Ma pompa selvaggio. Io spingo indietro, figa che stringe. Succhi, schiocchi umidi. Sudore cola. ‘Lecco quel culo?’ Tira i capelli. Sì. Mi sdraio sul tavolo. Gambe aperte. Lingua sul buco. Profonda, bagnata. ‘Dolce, troia.’ Poi cazzo in bocca. Gola profonda. Lacrime, saliva. ‘Succhia, brava.’
Mi rimette a pecora. Finestra aperta. Vento fresco sulla pelle. ‘Guarda, potremmo vederli.’ Rido nervosa. Spinge nel culo. Lento prima. ‘Stretto… cazzo.’ Dolore piacere. Tutto dentro. Fotte duro. ‘Vengo… dentro?’ ‘Si, riempimi!’ Jet caldi, pieni. Io esplodo. Schizzi sul pavimento. Gambe tremano.
Cadiamo sul divano. Ansimi. Sudati, appiccicosi. ‘Non dirlo a nessuno.’ Sorrido. ‘Il nostro segreto.’ Ora, ogni volta che lo vedo in cortile, con la spesa o la posta, sento la figa pulsare. Quel balcone non è più lo stesso. Il condominio? Un nido di desideri nascosti. Adrenalina pura. Voglio di più.