Mi chiamo Sofia, ho 28 anni, vivo in un palazzo vecchio a Milano. Quest’estate era un forno, aria ferma, sudore ovunque. Stavo sul balcone con una tazza di caffè forte, l’odore che saliva amaro. Una macchina passa lenta in strada, fari gialli che sfiorano i muri. Guardo di fronte, appartamento delle vicine: luce tamisée, tenda bianca che si muove piano con la brezza. Vedo loro due, Maria la bionda con capelli mossi, maglietta leggera che segna i capezzoli, e Laura, capelli corti alla maschietta, spalle larghe, canottiera aderente. Sedute vicine sul divano, si tengono le mani, ridono piano. Le teste si avvicinano, si baciano piano, lingue che guizzano. Il cuore mi batte forte. Mi bagno tra le cosce, tocco la fica sopra i pantaloncini. E se mi vedessero? L’idea mi eccita da morire.
Esco più sul balcone, caldo che mi lecca la pelle. Mi tolgo la maglietta, seni liberi all’aria, capezzoli duri. Mi calo i pantaloncini, nuda, gambe aperte contro la ringhiera. Le dita sulla clitoride gonfia, giro piano, umida. Guardo loro finestra, tenda si ferma un attimo. Qualcuno mi fissa? Accelero, respiro corto, ‘oh cazzo sì’. Vengo piano, succhi che colano sulle cosce, occhi socchiusi su di loro. Non so se hanno visto, ma l’adrenalina mi fa tremare.
Lo Sguardo Proibito dal Balcone
Ore dopo, cielo nero, tuoni lontani. Pioggia improvvisa, vento forte, grandine che picchia. Corro dentro ma la finestra è aperta, tutto bagnato. Busso da loro, porta socchiusa. ‘Entrate Sofia, vieni!’ grida Maria. Dentro, buio, solo lampadine gialle. Tremo, vestiti zuppi. Laura ride, ‘Togliteli o ti ammali’. Esito, ma loro insistono, mani su di me. Mi sfilano la blusa, seni nudi. ‘Bella troietta, eh?’. Ridono.
Mi frictionano, quattro mani calde sulla pelle fredda. ‘Hai visto qualcuno masturbarsi sul balcone?’, chiede Maria maliziosa. Arrossisco. ‘No… perché?’. Laura: ‘Una fica rasata, clito grosso, si è fatta venire forte’. Cuore in gola. ‘Noi eravamo lì, l’abbiamo spiata da dietro la tenda’. Combatto la vergogna, ma la fica pulsa. ‘Era… una vicina?’. ‘Sì, e aveva la tua stessa finestra’. Mi bloccano giocose, tirano slip. ‘Vediamo se è la tua passera!’. Lotta nuda, corpi sudati che si strusciano. Seni di Maria sul mio viso, morbidi, capezzoli duri. Laura mi afferra le cosce, ‘Apri!’. Fica esposta, bagnata.
La Tempesta di Piacere e Segreti
Mi immobilizzano sul tappeto, Maria in faccia, slip spostato, odore muschiato. Lecco la sua fica rasata, salata, clito turgido che succhio. ‘Brava puttanella’. Laura dita dentro me, tre, pompa forte, ‘Uguale a quella del balcone, succhia e gocciola’. Geme, ‘Vieni per noi’. Paura: e se un vicino sente? Voci dalla strada, luci accese di lato. Ma eccitazione doppia. Maria si siede sulla bocca, tribbing selvaggio, fica su fica. Laura lecca il mio culo, dito dentro. ‘Cazzo, squirta!’. Vengo urlante, schizzi caldi sul tappeto, corpo che trema. Loro ridono, ‘È lei, la nostra voyeur!’.
Maria viene dopo, succhi in faccia. Laura si masturba su di noi, ‘Leccatemi troie’. Lingue su clito suo, viene forte, ‘Porca puttana!’. Esauste, coperte di umori, tempesta fuori rallenta.
Il giorno dopo, caffè sul balcone. Tende mosse da loro finestre, sorrisi complici. Il quartiere è lo stesso, ma ora ogni luce tamisée nasconde segreti. So che mi spiano, e io loro. Quel temporale ha cambiato tutto, un legame carnale proibito che brucia ancora.