Era un pomeriggio d’estate afoso. Balcone minuscolo, caffè in mano, quell’odore forte che mi invade le narici. Di fronte, appartamento con luce tamisée, rideau che si muove appena. Eccola, Cristina, la vicina del piano di sotto. Bruna, capelli mossi fino alle spalle, corpo non da modella ma tette pesanti, fianchi larghi che mi fanno impazzire. Indossa una mini gonna, gambe satinate. La vedo stirarsi, il top che sale, vedo l’ombelico. I nostri sguardi si incrociano. Lei sorride, maliziosa. Io arrossisco, ma non distolgo lo sguardo. Un’auto passa in strada, rombo basso, mi fa sussultare.

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Le faccio un cenno, tipo ‘vieni su?’. Lei annuisce, sparisce. Pochi minuti, bussano. Apro, lei lì con bottiglia di vodka in mano. ‘Rinfreschino?’, dice con voce bassa. Entriamo, salon piccolo, aria calda. Verso due bicchieri, l’alcol brucia in gola. Parliamo di cazzate, ma gli occhi dicono altro. ‘Ti ho vista dalla finestra’, ammetto. ‘Anch’io te, con quel vestitino…’. Ride, profumo suo, inebriante, mi gira la testa. Proponiamo strip-battaglia, carte sul tavolo. Cuore batte forte.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Primi turni, equilibrati. Piedi nudi. Io perdo gonna, lei mi aiuta, mani sue sulla pelle, brividi. Scopro cosce morbide, mutandine color carne. ‘Posso toccare?’. Sì, accarezzo dietro ginocchia, lei sospira, labbra socchiuse. Il suo turno, mi sfila pantaloncini, vede la mia eccitazione, mano sfiora fica umida. ‘Prossimo!’. Pari, proponiamo doppio. Io vinco, le tolgo top e reggiseno. Tette grosse, capezzoli duri. La annuso, viso sul ventre, abbasso mutandine quel tanto, peli pubici neri. Lei trema.

Lei vince, mi spoglia tutta. Nuda, eccitata. Gage: si riveste parziale e va sul palier. Sceglie solo maglietta, arriva a metà cosce. ‘Così?’. Apre porta, scende scale scalza. Io spio: maglietta lascia indovinare tette gonfie, culo quasi nudo. Si piega su ringhiera, fica visibile. Macchina passa, freni stridono. Torna, vicino apre porta! Vede cosce, naissance culo. Lei rientra ridendo, eccitata.

L’Esplosione di Desiderio sul Palier

‘Tocca a te soddisfare’. Danza lasciva, toglie maglietta, si tocca fica. Mi masturbo guardandola, vengo nel bicchiere di vodka, sborra bianca. Lei ride: ‘Povera, non ce l’hai fatta’. La lego mani dietro, ginocchia su divano. Piuma sul corpo: capezzoli, cosce, culo. La chatouillo piante piedi, geme. Dito su clito e ano, bagnata fradicia. ‘Non… lì!’. Ma viene forte, vibra.

‘Bevi!’. Verso sborra in bocca sua, ingoia golosa, ‘Mmm’. Lecca bicchiere pulito. La slego, mi lecca fica, lingua profonda. Vengo urlando. Poi ditalo reciproco, dita in fica e culo. ‘Cazzo, sì!’. Paura che vicini sentano, bussano piano? No, illusione. La penetro con strap-on immaginario, no, dita e lingue. Lei mi sbatte a pecorina sul palier semiaperto, notte cala, luci accese intorno. ‘Se passa qualcuno…’. Figa stretta, vengo di nuovo.

Calma dopo, sudate, nude sul divano. ‘Segreto nostro’. Ora ogni finestra, balcone, vedo lei diversa. Quartiere non più noioso, pieno di promesse. Ogni sguardo, fremito. Che adrenaline.

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