Ero sul balcone, caffè in mano. L’odore forte mi saliva nelle narici, caldo, vaporoso. Una macchina passa in strada, romba piano. È sera, luci tamise negli appartamenti. Quello di fronte, i miei vicini. La tenda si muove appena, come un sussurro. Sbircio. Lisa, la mora formosa, è lì con due tipi. Alessandro, alto e pallido, e Bruno, scuro, muscoloso. Parlano. Lei esita, ride nervosa. ‘No, dai, non qui…’, dice piano. Ma gli occhi le brillano. Io mi bagno già, l’idea di spiarli mi fa pulsare la fica. Sono così vicini, un palazzo di distanza. Se si affacciano, mi vedono. L’adrenalina mi eccita da morire.

Il telefono squilla sul tavolo. Lei risponde. ‘Pronto, amore? Sì, tutto ok…’. È Luigi, il marito, dal bar qui sotto. Lo riconosco dalla voce. I due non si fermano. Alessandro le alza la gonna, mano tra le cosce. Lei geme piano. ‘Ascolta… sto bene, davvero’. Bruno le slaccia la camicetta, tette grosse che saltano fuori. Io trattengo il fiato. Il rideau ondeggia col vento leggero. Un vicino passa sotto, fischiando. Cuore in gola, ma non smetto di guardare. Lisa arrossisce, ma allarga le gambe. ‘No, non è niente… un rumore’. Alessandro le infila due dita dentro, bagnato schiocca. Lei si morde il labbro. La proibizione del vicinato mi fa impazzire: loro scopano, io spio, tutti a un passo dal casino.

Lo Sguardo Iniziale e la Tensione Vietata

Alessandro la gira, la piega sul divano. Cazzo fuori, grosso, venoso. ‘Prendimi, dai…’, sussurra lei. Lui spinge, entra di colpo nella fica rasata. Clac clac clac, ritmico. Lei ansima nel telefono: ‘Sì, amore, ho iniziato piano… Alain? No, Alessandro… Oh cazzo!’. Bruno le ficca il cazzo scuro in bocca. Gola piena, sbava. ‘Soffoco… ma sì, pompo bene, vero?’. Luigi ascolta tutto, i gemiti, i schiaffi sulle chiappe. Io mi tocco piano, mutande fradicie. Tenda semiaperta, luce gialla illumina i loro corpi sudati. Paura che un altro vicino veda: la signora del piano di sotto accende la luce. Mi nascondo un attimo, ma continuo. Bruno le incula la bocca profonda, ‘Succhia, troia’. Lei gorgoglia, occhi lacrimosi. Alessandro pompa forte, ‘Ti riempio la fica’. Lei trema, viene urlando nel telefono: ‘Sto godendo! Sì, per te!’. Lui scarica, sperma cola giù. Bruno si tira, spara sul cuscino. ‘Chiamo dopo, amore’, e riattacca. Ridono, ansimanti.

Luce si spegne piano. Tenda ferma. Io rientro, gambe molli. Caffè freddo ormai. Ma quel segreto… cambia tutto. Ora guardo i vicini con occhi diversi. Lisa sorride quando ci incrociamo in cortile. Sa che ho visto? L’eccitazione resta, un brivido nella pancia. La coproprietà non è più noiosa: è un nido di peccati nascosti. Domani, lascio la tenda socchiusa anch’io.

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