Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che mi pizzicava il naso. Sera di venerdì, umida, una macchina passa lenta in strada, fari che sfiorano le tende. Di fronte, da Flora, luce bassa, gialla. Il sipario si muove piano, quasi niente. Guardo meglio. Cazzo, lei è nuda, in ginocchio sul divano, succhia un cazzo duro di un ragazzo giovane, tipo ventenne. La bocca va su e giù, bagnata, lui geme piano. Accanto, Daphné seduta, osserva, gambe accavallate, sorride maliziosa.

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Cuore mi batte forte, bum bum. Mi appoggio alla ringhiera fredda, sento il metallo sotto le dita. Non riesco a staccare gli occhi. Flora lo sputa, lo sega veloce, lui sborra, schizzi bianchi sul viso di lei. Ride, lecca un po’. Un altro entra, si spoglia rapido. Flora lo squadra, tocca la sua verga semi-morta. ‘Non male’, dice a bassa voce, Daphné annuisce. Mi bagno, figa che pulsa. Mano sotto la gonna, tocco il clitoride gonfio, umido. E se mi vedono? Loro no, troppo prese. Un altro tizio, Flora lo cavalca, tette che rimbalzano, Daphné ora lo lecca le palle. Gemo piano, dito dentro, fuori, ritmo veloce.

Lo sguardo proibito sull’appartamento di fronte

Passi sotto, vicini. Mi fermo, ma troppo tardi. È lui, il vicino di fianco, alto, muscoloso, amico di Roméo credo, nome Luca? No, Siriac, sì, quello con Cassandra. Mi guarda dal basso, sorride. ‘Ti piace lo spettacolo, eh?’ Sussurra forte. Arrossisco, ma figa gocciola. ‘Vieni su’, gli dico, voce tremante. Sale veloce, entra dal balcone aperto. ‘Cazzo, sei fradicia’, dice, mano sulla mia figa. Lo tiro dentro, balcone ancora visibile.

Sesso crudo sul balcone con vista indiscreta

Mi strappa la gonna, mutande a terra. Mi gira, culo contro ringhiera, lecca la figa da dietro, lingua dentro, succhia il succo. ‘Hmmm, dolcissima’, ansima. Di fronte, Flora ora con due, uno in bocca uno che la incula piano. Grido piano, ‘Leccami forte!’. Siriac si alza, cazzo fuori, grosso, venoso. Me lo infila in bocca, spingo gola profonda, sbavo. ‘Brava troia voyeur’, ride. Mi piega sulla ringhiera, entra di colpo nella figa, colpo secco, piena. ‘Ahhh! Cazzo sì!’, urlo basso. Pompa duro, palle che sbattono, tette oscillano. Paura che qualcuno esca, auto passa, fari ci sfiorano. ‘Se ci vedono?’, gemo. ‘Meglio, più eccitante’, ringhia, mano sul collo. Mi scopa selvaggio, figa che stringe, vengo forte, squirto sul pavimento. Lui accelera, ‘Sto venendo!’, sborra dentro, caldo, pieno. Ritrae, gocciola fuori.

Ci accasciamo, sudati, respiro pesante. Lui bacia collo, ‘Segreto nostro’. Si riveste, sparisce giù. Io resto lì, gonna su, figa che stilla sborra. Flora spegne luce, notte calma. Ora ogni balcone, ogni finestra, nasconde porci come noi. Il quartiere è un bordello nascosto, e io voglio di più.

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