Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi avvolgeva. Sera d’estate a Milano, caldo appiccicoso. Di fronte, appartamento illuminato fiocamente, sipario che si muove piano, come se volesse invitarmi. Sbircio. È lei, la signora Bianca, matura e elegante, in lingerie viola. La sua colf, Sandra, giovane e timida, le slaccia il reggiseno. Le tette cadono morbide, capezzoli scuri. Bianca arrossisce, ma ride nervosa.

“Sandra, fai piano, tesoro”, sussurra. Ma eccola lì, nuda tranne calze e reggicalze. La nipote, Viviana, entra con crema e rasoio. “Zia, tocca a Clemencia ora”. Clemencia, la ragazza atletica del piano di sotto, si siede, apre le gambe. Viviana in ginocchio, insapona la sua figa folta. Il rasoio scivola, peli che volano. Clemencia geme piano, “Più piano, cazzo”. Io sudo, la mia fica si bagna. Le guardo il culo sodo, l’ano rasato che pulsa.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Un rumore: macchina in strada, freno stridente. Cuore in gola, ma continuo a fissare. Bianca tocca la figa liscia di Clemencia, “Bellissima”. Sandra assiste, tette piccole che tremano. Io infilo mano nelle mutande, strofino il clito. E poi… lui. Il vicino di fianco, Marco, sul suo balcone. Mi vede. Sorride malizioso. “Ti piace lo spettacolo, Sofia?” sussurra forte.

Mi blocco, ma lui si avvicina al parapetto. “Entra da me, o vieni qui”. La fica mi pulsa, non resisto. Salto la divisoria bassa, corpi nudi quasi. “Cazzo, Marco, quelle troie di fronte…”. Mi bacia duro, mani sul culo. “Le spio da settimane”, dice. Mi strappa le mutande, dita dentro la fica bagnata. “Sei fradicia, puttana”. Gemo, “Fottimi, presto, prima che ci vedano”.

L’Esplosione sul Balcone e il Segreto

Mi piega sul parapetto, cazzo duro che spinge nella fica. “Prendilo tutto, Sofia”. Pompa forte, palle che sbattono. Guardo di fronte: Bianca ora nuda, Sandra le lecca la figa. “Guarda, stanno leccando”, ansimo. Marco accelera, “Vieni, troia, fai la puttana coi vicini”. Tiro il clito, squirto sul balcone. Lui grugnisce, sborra dentro, caldo che cola. Rumore di passi in strada, ci nascondiamo ridendo, corpi sudati.

Ci calmiamo, caffè freddo ormai. Lui mi bacia il collo, “Il nostro segreto”. Torno a casa, luce spenta. Ma ora il quartiere è diverso: ogni finestra un invito, ogni vicino un amante possibile. La signora Bianca? La saluterò con un occhiolino. Quel brivido… non finisce qui.

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