Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi avvolgeva. La sera calava piano, luce tamisée nell’appartamento di fronte. La nuova vicina, rossa con capelli corti e un tatuaggio sulla spalla destra, entra. Si toglie la maglietta senza fretta. Seni piccoli, fermi, con piercing che luccicano. Accende il PC, mano sul cuore, trema. E… mi vede. Il rideau si muove appena, ma i nostri occhi si incatenano. Sorrido, lei arrossisce, ma non distoglie lo sguardo. Cuore che batte forte, eh? Penso.

Nei giorni dopo, diventa un gioco. Ogni sera, balcone mio, finestra sua. Lei davanti al computer, io con un bicchiere di vino. Una volta, si slaccia i pantaloni, mano dentro, geme piano. Auto passa in strada, freno stride, ci blocca un secondo. Ma riprende, sa che la guardo. Io? Mi tocco piano sotto la gonna, figa già umida. Interdetto del vicinato, così vicino. Bussa un vicino al piano di sotto? No, solo il nostro respiro pesante.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Una notte, non resisto. Busso alla sua porta. ‘Ciao, sono Sofia, di fronte.’ Lei apre, occhi stellati. ‘Lo so, ti vedo sempre.’ Ride, mi tira dentro. Odore di caffè e sesso nell’aria. ‘Mi eccita il PC degli altri, segreti digitali.’ Mi mostra il suo, mano sul mio seno. ‘Tocca qui, senti come batte.’ Le mie tette grosse contro il suo corpo magro. Bacia il mio collo, ‘Ho sognato di leccarti mentre apro file proibiti.’

Ci spostiamo sul balcone suo, luce accesa dentro, rischio totale. Vicini potrebbero vedere. Lei si spoglia nuda, piercing che dondolano. ‘Lecca la mia figa, Sofia.’ Mi inginocchio, lingua sulla sua fessura bagnata. Sa di sale e desiderio. Clitoride gonfio, lo succhio forte, lei ansima. ‘Dita dentro, cazzo, sì!’ Infilo due dita nella sua fica stretta, pompo veloce. Lei mi afferra i capelli, ‘Più forte, troia, fai venire i vicini!’ Auto lontana romba, copre i nostri gemiti. Paura mista a eccitazione, figa mia cola.

La Passione Esplode con Rischio di Essere Visti

Si gira, mi spinge contro la ringhiera. ‘Ora tocca a te.’ Lecca le mie grandi tette, tira i capezzoli duri. ‘Nichons da urlo, italiana.’ Dita nella mia figa rasata, tre dentro, mi scopa selvaggia. Grido piano, ‘Cazzo, sì, scopami!’ Lei infila la lingua nel mio culo, mentre dita martellano. Balcone vibra, vento fresco su pelle sudata. Vedo ombre muoversi di là, un vicino? Non ferma. Mi fa girare, tribbing feroce: fighe che si strusciano, clitoridi che sfregano. ‘Vengo, porca!’ Urla lei, io esplodo, squirt sul pavimento. Succhi calde, corpi che tremano.

Ci accasciamo, respiro pesante. Spegne luce dentro, ma segreto resta. ‘Non dire niente.’ Annuisco, bacio piercing. Torno a casa, gambe molli. Ora, ogni finestra è un invito. La coproprietà? Piena di fica bagnata e cazzi duri nascosti. Ogni balcone un rischio delizioso. Non vedo più vicini, vedo prede.

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