È successo un paio di settimane fa. Ho 25 anni, vivo in questo palazzo vecchio a Roma, con balconi che si affacciano uno sull’altro. Ogni sera, verso le nove, mi siedo sul mio balcone con una tazza di caffè fumante. L’odore forte mi riempie le narici, mischiato all’aria umida della sera. Dall’altra parte della corte interna, l’appartamento di Carla si illumina. Lei ha 22 anni, capelli castani lunghi, corpo snello. Il suo ragazzo è partito per lavoro, chissà dove, e lei resta sola.

La prima volta l’ho vista per caso. Il suo rideau si muoveva piano, come se una mano esitante lo sfiorasse. Lei si stava cambiando, davanti allo specchio. Luci tamisée, giallastre. Si toglie la maglietta, resta in reggiseno bianco semplice, da commessa. Seni piccoli ma sodi. Io… non riesco a staccare gli occhi. Una macchina passa in strada, clacson lontano, mi fa sobbalzare. Ma continuo a guardare. Lei si gira, i nostri sguardi si incrociano per un secondo. Arrossisce, tira il rideau di scatto. Io sorrido, sento un brivido tra le gambe.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Succede così per tre sere. Ogni volta, il rideau si apre un po’ di più. Lei sa che la guardo. Io bevo il mio caffè piano, le gambe accavallate, gonna corta che sale. Una sera, lei si spoglia del tutto. Nuda, si tocca i capezzoli distratta. Fica rasata? No, un pelo fine, biondo. Io mi bagno. Il cuore batte forte. Paura che un altro vicino noti, ma l’eccitazione vince.

Poi, bussano alla mia porta. È lei, Carla. ‘Scusa, ho finito il caffè… posso?’ Entra timida, maglietta larga, pantaloncini. Ci sediamo sul divano. Parliamo del suo ragazzo, assente da un mese. ‘È così noioso al telefono’, dice arrossendo. Io la stuzzico: ‘E il sesso? Ti manca?’ Lei balbetta, ‘Non… non ne parliamo’. Ma i suoi occhi brillano. L’aria è densa, proibita. Siamo vicine, vicini. Un vicino potrebbe sentire le voci.

Le propongo di provare la mia lingerie. ‘Dai, solo per vedere’. La porto in camera. Luci basse. Apro il cassetto: perizoma nero, reggiseno push-up, portalettera e calze. Lei tocca il tessuto setoso, esita. ‘Non sono una puttana’. Rido piano. ‘Nessuno dice questo’. Si cambia in bagno. Esce, tremante. Magnifica. Gambe lunghe, fiche che spunta dal perizoma. Mi avvicino, le sistemo le calze. Le mie dita sfiorano la sua pelle liscia. Odore di crema, dolce. Sento la sua fica umida contro la mia mano.

L’Esplosione del Desiderio

Non resisto. La bacio. Labbra morbide, inesperte. Lei trema, ma ricambia. ‘Ho paura’, sussurra. ‘Di cosa? Dei vicini?’ Annuisce. La spingo sul letto, finestra socchiusa. Vento fresco entra, rideau che sbatte piano. Le strappo il reggiseno, succhio le tette dure. Capezzoli rosa, li mordo piano. Geme basso, ‘Oh Dio…’. Mano sulla sua fica, bagnata fradicia. Infilo due dita, piano. ‘Sei così stretta’. Lei ansima, ‘Leccami… ti prego’. Mi infilo tra le sue cosce. Lingua sulla clitoride gonfia, la succhio forte. Lei si contorce, ‘Cazzo, sì!’. Paura costante: e se qualcuno guarda? Macchina passa di nuovo, fari illuminano il rideau.

La giro, 69. La sua lingua timida sulla mia fica, lecca goffa ma eccitante. Io la divoro, dito nel culo stretto mentre lecco la figa. ‘Vieni, troia!’, le dico. Esplode, urla soffocate. Io vengo dopo, schizzi sulla sua faccia. Sudate, ansimanti. Continuiamo: lei mi scopa con tre dita, io le infilo la lingua profondo. Orgasmi multipli, corpi appiccicosi.

Dopo, ci rivestiamo in silenzio. Lei va via di fretta, ‘Non dirlo a nessuno’. Sorriso complice. Ora, ogni volta che guardo la corte, vedo segreti. Quel rideau mosso potrebbe nascondere altro. Il palazzo non è più lo stesso. Quel brivido… lo voglio ancora.

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