Ero sul mio balcone, con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. Milano, solita routine, ma da qualche notte chattavo con ‘Lui’ su quel sito di fantasie. Non sapevo chi fosse, ma le sue parole mi facevano bagnare. ‘Indossa una robe boutonnée davanti, tacchi alti, e aspettami.’ Il cuore mi batteva forte. Guardavo l’appartamento di fronte, luce tamisée, tende che si muovevano appena. Era lui? Un rumore di macchina in strada, rallenta, poi riparte. Mi sentivo esposta, la robe leggera contro la pelle nuda sotto.

‘Sono qui, Myella,’ mi scrive. ‘Togliti il reggiseno, ora.’ Esito, ma obbedisco. Le tette libere, i capezzoli duri per l’aria fresca. Mi affaccio un po’, e vedo una figura maschile alla finestra. I nostri sguardi si incrociano? O è paranoia? ‘Brava, continua.’ Il desiderio sale, proibito, così vicino, con i vicini che potrebbero spiare. Un’altra finestra accesa di lato, ombre che passano. Mi tocco piano la figa sotto la robe, già fradicia. ‘Vieni da me,’ mi ordina. Prendo l’ascensore, gambe tremanti sui tacchi, arrivo alla sua porta. Apre, è il vicino del piano di sopra, quello che saluto sempre con un sorriso.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

‘Myella, entra.’ Mi bacia rude, la lingua dentro, mani che slacciano la robe. ‘Non avevi il cappotto convenuto.’ Rido nervosa, ‘Fa caldo…’ ‘Silenzio, obbedisci.’ Mi spinge sul balcone suo, porte aperte sulla notte. ‘Spogliati, completamente.’ Esito, ‘E se ci vedono?’ ‘È il brivido, troia.’ Mi leva la robe, resto in perizoma e tacchi. La sua mano sulla fica, ‘Bagnata come una puttana.’ Mi gira, tette contro la ringhiera, figa esposta alla strada lontana. Sento un’auto passare, fari che sfiorano.

Mi infila due dita dentro, forte, ‘Gemere per me.’ Gemo piano, ‘Sì, padrone.’ Mi toglie il perizoma, lo annusa, ‘Puzzi di sesso.’ Il suo cazzo esce dai pantaloni, grosso, venoso, cappella viola. Me lo sbatte in faccia, ‘Succhialo.’ Lo prendo in bocca, gola profonda, bava che cola. Tossisco, lui spinge, ‘Brava schiava.’ Mi alza, mi piega sulla ringhiera. ‘Pronta per il tuo padrone?’ ‘Sì, scopami.’ Entra di colpo nella figa, fino in fondo, mi spacca. Urlo, ‘Cazzo, sì!’ Pompa duro, palle che sbattono sul culo, tette che ballano nel vuoto. ‘Più forte,’ ansimo. Sento voci dal basso, vicini che chiacchierano? Paura e eccitazione mi fanno stringere.

L’Esplosione di Piacere e Paura

Cambia, mi gira, gambe aperte sulla sedia del balcone. Mi lecca la figa, lingua sul clito, succhia i succhi. ‘Deliziosa, Myella.’ Poi mi sbatte di nuovo, missionario all’aperto, cazzo che entra e esce, bagnato. ‘Vengo,’ grida. ‘Dentro, riempimi!’ Sborra caldo, fiotti nella fica, cola sulle cosce. Io vengo dopo, squirto sul balcone, corpo che trema. Resta dentro, bacia sudato.

Torniamo dentro, ansimanti. Mi dà un collare di stoffa, ‘Indossalo, sei mia.’ Annuisco, esausta. Ora ogni finestra brilla diversa. Quel vicino di lato? Ha visto? Il segreto ci lega, la coproprietà è un nido di desideri sporchi. Torno a casa, nuda sotto il cappotto, figa piena del suo sperma. Domani lo saluterò con un occhiolino. Il brivido continua.

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