Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. Sera d’estate, umida, una macchina passa lenta in strada, fari che sfiorano le tende. Appartamento di fronte, luce tamisée, tenda che si muove appena. Giovanni, il vicino, quel maturo con gli occhi da porco, è lì. Si toglie la camicia, muscoli tesi, sudati. Lo vedo abbassarsi i pantaloni, cazzo già mezzo duro in mano. Si accarezza piano, gemiti bassi che immagino.

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Mi bagno subito, figa che pulsa. Lo fisso, non mi muovo. Lui alza lo sguardo, mi vede. Sorrido, mordicchio il labbro. Continua a tirarselo, più forte, occhi incollati ai miei. ‘Cazzo, mi sta guardando’, penso, adrenalina che sale. Passa una brezza, sento il mio clitoride gonfio sotto le mutande. Mi tocco piano, attraverso il tessuto, gambe che tremano. Lui accelera, io pure. Tenda ferma ora, ci guardiamo nudi nell’anima.

Lo Sguardo che Accende Tutto

‘Vieni qui’, mima con la bocca. Cuore a mille, rischio che la vecchia del piano di sotto senta. Apro la porta piano, lui è già fuori, in boxer tesi. ‘Non ce la facevo più’, sussurra, mani su di me. Mi bacia duro, lingua che invade, sa di birra e sudore. Mi spinge contro il muro del balcone, ‘Shh, i vicini…’, dico ansimando. ‘Fanculo, voglio scoparti ora’. Mi strappa le mutande, dita dentro la figa bagnata, ‘Sei una troia fradicia’. Gemo piano, ‘Sì, scopami, cazzo’.

Mi gira, mani sul parapetto, figa esposta alla notte. Sento il suo cazzo grosso premere, entra di colpo, profondo, mi spacca. ‘Ahhh, sììì!’, urlo basso, lui mi tappa la bocca. Pompa forte, palle che sbattono sul mio culo, ‘Ti piace essere la mia puttana del vicinato?’. Annuisco, sudo, luce dalla finestra di lato, qualcuno potrebbe vedere. Mi lecca il collo, pizzica i capezzoli duri, ‘Vieni, bagna il mio cazzo’. Mi trema tutto, orgasmo che mi squassa, figa che stringe, squirto un po’ sul pavimento.

L’Incontro Proibito e la Scopata Intensa

Lui non molla, mi sbatte più forte, ‘Prendo la tua sborra dentro’. Grugnisci, mi riempie caldo, sperma che cola giù le cosce. Resta dentro un attimo, ansimi misti, poi si ritira piano. ‘Cazzo, sei incredibile’, dice pulendosi. Io rido nervosa, ‘Se ci hanno visti…’. Si riveste veloce, bacio rubato, ‘Domani riproviamo’. Sparisce nel buio.

Ora ogni luce accesa di fronte mi fa bagnare. Il palazzo non è più lo stesso, ogni balcone un invito. Segreto nostro, carne che lega, vicini per sempre.

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