Ero sul balcone con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria calda di Milano. L’appartamento di fronte, luce tamisée, tende socchiuse. Lui, il ragazzo del piano di sotto, vent’anni appena, solo da settimane. I genitori in vacanza, lo sapevo. Studiava curvo sul tavolo, ma… ehm, si agitava. La mano sotto il tavolo, movimenti lenti. Il cazzo duro nei pantaloni, lo vedevo gonfiare il tessuto. Un brivido mi ha preso. Io, 35 anni, single da troppo, adoro questi giochi voyeur.
Un’auto passa in strada, romba bassa. Lui alza gli occhi, i nostri sguardi si incrociano attraverso il vetro. Arrossisce, ma non si ferma. Io sorrido, lascio cadere la vestaglia un po’. Le tette nude, capezzoli duri per l’eccitazione. Lui fissa, la mano accelera. ‘Cazzo, mi sta guardando’, penso, la fica già bagnata. Fisso il suo pacco, mordo il labbro. Tende che tremano appena, come se volesse nascondersi ma non ci riesce.
Lo sguardo che accende tutto
La sera dopo, stessa finestra. Piove piano, gocce sul vetro. Lui è lì, in mutande, cazzo ritto che spunta. Si tocca piano, geme piano, credo. Io apro la finestra, ‘Ehi, vicino… non riesci a studiare stasera?’. Lui balbetta, ‘Sofia? Io… scusa’. Rido, ‘Non scusarti, mostramelo bene’. Si alza, mutande giù, cazzo lungo e duro, vene gonfie, cappella rossa. ‘Ti piace?’, dice timido. ‘Vieni qui, fottiti la mano davanti a me’.
Non resiste. Apre la porta, sale da me scalzo, solo boxer. Entriamo in salotto, luce fioca. ‘Ho sognato questo’, ansima. Lo spingo sul divano, gli tiro giù i boxer. Cazzo enorme, caldo, salivo già in bocca. ‘Mmm, che bel cazzo giovane’, lo lecco dalla base alla cappella, gusto salato. Lui geme, ‘Sofia, cazzo… i vicini…’. ‘Zitto, e se ci vedono? Più eccitante’. Gli succhio forte, gola profonda, palle in mano. Lui mi afferra i capelli, ‘Sto per venire’. ‘No, scopami ora’.
L’esplosione di piacere e rischio
Mi sdraio, apro le cosce. Fica rasata, bagnata fradicia, labbra gonfie. ‘Guardami, ficami dentro’. Prende il preservativo, ma io ‘Nudo, voglio sentirti’. Mi penetra piano, ‘Cazzo, sei strettissima’. Urlo piano, ‘Più forte, scopami come una troia’. Spinge duro, palle che sbattono sul mio culo. Tette che ballano, lo cavalco. ‘Ah sì, la tua fica mi stringe…’. Paura costante: finestra aperta, rumori dalla strada, tende mosse dal vento. ‘Se passa qualcuno…’. Questo ci fa impazzire. Mi gira, a pecorina contro la finestra. ‘Guardaci nello specchio di fronte’, dice. Mi scopa selvaggio, dita sul clito, vengo tremando, ‘Cazzo, vengo!’. Lui esplode dentro, sborra calda che cola, ‘Prendila tutta’.
Ci accasciamo, sudati, cuori che battono. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurra. Bacio la sua bocca. Chiudo la finestra, ma ora tutto è cambiato. Ogni balcone, ogni luce accesa… segreti ovunque. Il quartiere non è più lo stesso. Ogni volta che lo vedo studiare, sorrido. Il nostro fuoco proibito brucia ancora.