Ero sul balcone con il caffè in mano, l’odore forte che saliva dalla tazza. La luce tamisée dell’appartamento di fronte, quel vicino… Marco, alto, muscoloso come un toro. Lo vedevo spesso senza maglia, sudato dopo l’allenamento. I suoi muscoli tesi, il sudore che colava. Io, Sofia, dolce ma con un fuoco dentro, lo spiavo. Il rideau si muoveva appena, lui sapeva che lo guardavo.
Una sera, le macchine passavano in strada, rumori lontani. Lui sul suo balcone, sigaretta in bocca, mi fissa. Io in vestaglietta leggera, niente sotto. Sento il cuore battere. ‘Buonasera, Sofia’, dice piano, voce profonda. ‘Ti vedo sempre, sai?’. Arrossisco, ma il brivido mi eccita. ‘Anche tu, Marco. Quel corpo…’. Lui sorride, si avvicina alla ringhiera. La vicinanza è proibita, solo balconi e aria tra noi. Ma i nostri sguardi si incatenano, pieni di fame. Sento la figa bagnarsi già.
Sguardi proibiti tra i balconi
La tensione sale. Lui si tocca il pacco davanti a me, gonfio. Io alzo la vestaglia, mostro le tette sode, capezzoli duri. ‘Vieni qui’, sussurra. Scavalco la ringhiera bassa, salto sul suo balcone. Mani ruvide mi afferrano, bocca sulla bocca. Odore di uomo, sudore, caffè vecchio. Mi spinge contro il muro, ‘Ti voglio da mesi, troia voyeur’. Le sue dita sotto, nella mia fica fradicia, ‘Sei inzuppata’. Geme, ‘Spingi quelle dita dentro, fammi urlare’.
Mi gira, pantaloni giù, cazzo enorme, venoso, duro come ferro. Me lo sbatte in faccia, ‘Succhia, puttana’. Lo prendo in bocca, lingua che gira sulla cappella, saliva che cola. Lui ansima, ‘Brava, ingoia tutto’. Poi mi piega sul balcone, fica esposta alla notte. Entra di colpo, ‘Ahhh cazzo, che stretta!’. Pompa forte, palle che sbattono sul mio clito. ‘Più forte, scopami come un animale!’, grido piano, paura che i vicini sentano. Luci accese di lato, auto che frena in strada. L’adrenalina mi fa contrarre, vengo squirting sul pavimento.
La scopata intensa con l’adrenalina del rischio
Mi riempie la fica di sborra calda, grugnendo ‘Prendila tutta’. Mi lecca il culo mentre cola fuori, dita che scavano. ‘Ora il tuo buco stretto’, dice. Lubrifica con la mia crema, spinge il cazzo nel culo. Dolore e piacere, ‘Strappa il mio culo, Marco!’. Mi fotte selvaggio, mano sulla bocca per i gemiti. Sento voci dal basso, vicini che chiacchierano. ‘Shhh, ci beccano’, sussurro eccitata. Lui accelera, ‘Vengo nel tuo culo’. Esplode, io tremo in un orgasmo anale pazzesco.
Ci calmiamo, sudati, abbracciati. Luci spente intorno, solo il nostro respiro. ‘Questo è il nostro segreto’, dice baciandomi. Torno sul mio balcone, gambe molli, sborra che cola. Ora il condominio è diverso: ogni finestra nasconde desideri, ogni vicino un possibile amante. L’aria sa di sesso proibito, e io voglio di più.