Ero sul balcone stamattina, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. Una macchina passa lenta in strada, romba piano. Guardo di fronte, appartamento dirimpetto, luce tamisée filtra dal rideau che si muove appena. Lui è lì, Yannick, il nuovo vicino, alto quasi due metri, nero come la notte, pelle lucida. Lo vedo spesso, ma oggi… cazzo, è in boxer, quel pacco enorme che sporge. Si tocca piano, lo sguardo verso di me. Mi vede? Il cuore mi batte forte, la figa già bagnata. So che è proibito, vicini, se ci beccano… ma l’adrenalina mi fa impazzire.
Sorrido, non distolgo lo sguardo. Lui ricambia, denti bianchi che brillano. Il rideau si apre di più, mi fa l’occhiolino. Porca troia, sto gocciolando. Bevo l’ultimo sorso di caffè, bollente sulla lingua. Pochi minuti dopo, bussano forte alla porta. Apro, sudata, vestita solo con top stretto e shorts. “Ciao bella, sono Yannick, il tuo vicino di fronte. Ti ho vista…”. Entra senza aspettare, alto, mi sovrasta, profumo di uomo, muscoli tesi sotto la maglietta.
Lo Sguardo Proibito dalla Finestra
“Che ci fai qui?”, balbetto, ma lo tiro dentro, chiudo la porta. “Volevo conoscerti meglio”, dice ridendo, occhi famelici sul mio seno. Ci sediamo sul divano, vicini, cosce che si sfiorano. Parliamo di cazzate, ma le mani sue già sul mio ginocchio. “Ti ho vista ieri sera, nuda sul balcone…”. Arrossisco, eccitata da morire. Il proibito del condominio, gli altri vicini che potrebbero sentire. La sua mano sale, mi tocca la fica sopra i shorts. “Bagnata fradicia”, sussurra. Gli slaccio i pantaloni, tiro fuori quel cazzo mostruoso, venoso, cappella grossa come un uovo, lungo 25 cm. “Succhia, troia”, geme.
L’Esplosione di Piacere nel Salotto
Mi metto in ginocchio tra le sue gambe aperte, lo prendo in bocca, lo lecco dalle palle gonfie, salivo che cola. Slurp slurp, lo engolfo, gola piena, lui mi afferra i capelli. “Bravo puttanella, succhia il cazzo del vicino”. Accende la TV, volume alto, partite di calcio, per coprire i gemiti. Paura che sentano dal piano di sopra, o che vedano dal balcone aperto, vento che entra, tende che sbattono. Mi pompa in bocca, cazzo che pulsa, io mi tocco la figa, dita dentro, orgasmo che monta. “Sborro, ingoia tutto!”, ruggisce. Getti caldi, densi, in gola, ne bevo ogni goccia, tossisco, ma continuo a leccare.
Si alza, si riveste, mi bacia la bocca sporca di sborra. “Ci rivediamo, vicina”. Esce, io sul divano, figa che brucia. Mi masturbo furiosa, pensando al segreto. Ora il condominio è diverso: ogni finestra un rischio, ogni vicino un possibile amante. L’odore di caffè svanito, solo puzza di sesso nell’aria.