Abito in questo condominio vecchio a Roma, finestre che si guardano tutte. Di fronte a me, nuovo vicino, Marco. Alto, muscoloso, occhi scuri. Lo vedo ogni sera, luce gialla dall’appartamento, tenda che si muove piano. Io sul balcone, caffè in mano, aroma forte nell’aria umida. Macchina passa in strada, rombo basso. Lui si spoglia, torso nudo, sudato dopo palestra. Il mio cuore… bum bum. Non resisto, apro un po’ la mia finestra.
I primi giorni, solo sguardi. Lui nota, sorride storto. Io arrossisco, ma non sposto gli occhi. Una sera, sua ragazza va via, bacio frettoloso, porta sbatte. Lui solo, birra in mano sul balcone. Io esco, vestaglia leggera, niente sotto. ‘Buonasera’, dico piano. ‘Calda stasera’, risponde, voce rauca. Vicini, così vicini, 3 metri. Vento porta odore suo, maschio. Gambe tremano. ‘Ti guardo da giorni’, ammetto, sussurro. Lui ride basso, ‘Anch’io, troia’. Desiderio sale, proibito, rischio che qualcuno veda.
Sguardi rubati e desiderio che sale
Non ce la faccio più. ‘Vieni’, dico, apro porta balcone. Entra veloce, corpi urtano. Mani sue su tette mie, pizzica capezzoli duri. ‘Cazzo, sei bagnata già’, ringhia, dito in fica, scivola facile. Io gemo, ‘Shh, vicini…’. Ma eccita di più. Lo spingo contro finestra, luce accesa, silhouettes visibili. Strada sotto, voci lontane. Slaccio pantaloni, cazzo duro salta fuori, grosso, vene gonfie. ‘Succhia’, ordina. In ginocchio, lo prendo in bocca, lingua vortica cappella, saliva cola. Lui ansima, ‘Brava puttana, ingoia tutto’.
La scopata selvaggia contro la finestra
Mi alza, mi gira, fica contro vetro freddo. ‘Guardami negli occhi mentre ti scopo’, dice. Entra piano prima, poi spinge forte, ‘Ahhh cazzo!’. Pompa selvaggio, palle sbattono culo mio. Io urlo piano, ‘Più forte, scopami!’. Mano sua su clito, strofina veloce. Succo cola giù gambe, odore sesso riempie stanza. Paura: tenda di lato si muove? Un vicino guarda? ‘Se ci vedono…’, gemo eccitata. Lui ride, ‘Meglio, che vedano come ti riempio’. Accelerare, corpo trema, orgasmo arriva, ‘Vengo! Vengo sulla tua cappella!’. Lui grugnisce, ‘Prendi il mio sperma, troia!’. Spara dentro, caldo, pieno. Crolliamo, sudati.
Dopo, abbracciati sul letto, finestre aperte, aria fresca. ‘È stato pazzesco’, sussurro. Lui bacia collo, ‘Domani di nuovo?’. Annuisco, segreto nostro. Ora ogni luce accesa nel palazzo è sospetta. Voci in corridoio, ombre sui muri… tutto sa di sesso proibito. Il quartiere non è più lo stesso, ogni vicino nasconde un cazzo duro o una fica bagnata. Io? Aspetto la prossima occhiata dal balcone, adrenalina pura.