Ero sul balcone, caffè in mano, aroma forte nell’aria calda di Milano. Sera d’estate, luci fioche nell’appartamento di fronte. Il tendaggio si muoveva piano, quasi impercettibile. Matteo, il vicino giovane, atletico, alto uno e ottanta. Lo vedevo muoversi nudo dalla cintola in su, sudato dopo palestra. I suoi occhi… puntati su di me? Sulle mie cosce nude sotto la vestaglietta leggera. Un brivido. Da settimane lo sentivo. Quando incrociavamo in cortile, arrossiva, balbettava scuse stupide per urtarmi. ‘Scusa Sofia, non l’ho visto…’ Io sorridevo, autoritaria: ‘Fai attenzione, eh?’ Lui abbassava lo sguardo sulle mie gambe, sui piedi con sandali alti. Mi eccitava quella sottomissione. Pensavo: chissà cosa si immagina la notte.
Una macchina passa in strada, rombo basso. Il cuore mi batte forte. Io apro di più le gambe, fingo di sistemarmi. Lui si ferma, mano sul tendaggio. Lo immagino lì, cazzo duro. L’intero quartiere dorme, ma basta un vicino sveglio. L’idea mi bagna. Prendo il telefono. ‘Matteo? Sofia dal tre piano. Ho bisogno di… aiuto con una lampadina. Vieni su?’ Silenzio. ‘Adesso?’ ‘Sì, ora. Muoviti.’ Voce secca, come piace a lui.
Sguardi Rubati dal Balcone
Apro la porta, lui in accappatoio blu, pantofoline. Occhi bassi sulle mie cosce, vestaglietta corta, tacchi alti. ‘Entra.’ Si siede timido sul divano. ‘Leggimi questo,’ gli passo un foglio inutile. Bredouilla, occhi sulle mie gambe incrociate. ‘Concentrati!’ Mi alzo, gli prendo il mento. ‘Cosa guardi, eh? Le mie cosce ti fanno eccitare?’ Arrossisce. Lo schiaffeggio piano, poi forte. ‘Pardon…’ Geme. ‘Spogliati. Nudo. Subito.’ Esita. ‘Fallo o peggioro.’ Si leva l’accappatoio, pigiama giù. Cazzo eretto, grosso, vene gonfie, palle piene. ‘Porco. Bandi per me?’ Lo afferro per il cazzo, stringo, torco. Caldo, pulsante. ‘Vuoi punizione?’ ‘Sì… signora.’ Leghiamo mani con corda tenda. Lo porto in camera, finestra socchiusa, luce strada filtra. A quattro zampe sul letto, culo in alto, roseo.
La Fessata Calda e il Segreto Condiviso
Prendo la ciabatta di legno dal comodino. ‘Dieci colpi. Taci.’ Primo colpo secco sulle chiappe. Grido soffocato. Frappeggio forte, segni rossi. Culo trema, palle dondolano. ‘Conta!’ ‘Uno… due…’ Sotto ogni botta, schiena inarcata, cazzo gocciola pre-sborra. Io zuppa, figa che pulsa. Macchina passa di nuovo, fari illuminano il vetro. Paura? No, eccitazione. ‘E se ci vede qualcuno?’ Gli dico ridendo. Lui ansima: ‘Puniscimi di più…’ Mano sulle palle, le strizzo. Poi lo giro, cazzo in mano. ‘Ti svuoto.’ Lo sego veloce, forte, palle in pugno. ‘Sborra ora, troia!’ Jet bianchi potenti sul muro, sul pavimento. Geme come animale. Io lo guardo, regina.
Lo slego, lo mando via: ‘Domani cortile, otto. Silenzio.’ Chiude porta piano. Io nuda sul letto, figa fradicia. Mi tocco pensando al suo culo segnato, al rischio. Godo forte, dita dentro. Ora il quartiere è diverso. Ogni tendaggio mosso, ogni sguardo in cortile… segreto nostro. Matteo mio schiavo. Adrenalina eterna.