Vivo in questo palazzo vecchio a Milano, balcone che dà proprio sull’appartamento di fronte. Ogni sera, verso le otto, preparo il caffè sul terrazzino. L’odore forte mi avvolge, mentre la brezza leggera muove la tenda bianca. Dall’altra parte, le luci si accendono piano. Lui, Marco, il vicino single, atletico, capelli scuri. Lo vedo spesso solo, con la camicia aperta sul petto villoso.

Ieri sera… ero lì, vestita solo con una canottiera sottile, shorts corti. La macchina in strada frena con un cigolio, copre il rumore della mia tazza che tintinna. Alzo lo sguardo: lui è alla finestra, pantaloni abbassati. Si tocca piano, il cazzo duro in mano, grosso, venoso. Mi blocco. I nostri occhi si incrociano. Non si ferma. Anzi, accelera, mi fissa. Io… sento la figa bagnarsi. Abbasso la tenda? No. La sposto appena, lascio che veda il mio seno teso sotto la stoffa.

Sguardi Rubati e Desiderio Crescente

Da giorni così. Lui si masturba pensando a me, io mi tocco di nascosto, dita tra le cosce, respiro corto. L’interdetto del vicinato mi fa impazzire: e se qualcuno passa? La signora del piano di sotto? Ma l’adrenalina… dio, mi eccita da morire. Stasera, un messaggio sul telefono anonimo: ‘Ti vedo. Vieni da me.’ Cuore in gola. Rispondo: ‘Balcone. Ora.’

Esco, aria fresca sulla pelle. Lui è lì, a due metri, solo boxer. ‘Sapevi che ti guardavo?’ sussurra. ‘Sì, e mi fai morire,’ dico io, voce tremante. Si avvicina al parapetto, il cazzo già dritto che sporge. ‘Toccami.’ Allungo la mano, lo prendo: caldo, pulsante, grosso come un manganello. Lo sego piano, saliva in bocca. Lui geme basso, ‘Cazzo, sei una troia voyeur.’ Lo tiro fuori del tutto, lo lecco dalla base alle palle pelose, sapore salato. Lo infilo in gola, sbavo, lui mi afferra i capelli.

L’Esplosione di Passione sul Balcone

Mi tira su, mi strappa gli shorts. ‘Piega il culo contro la ringhiera.’ Obbedisco, figa esposta all’aria, rischio che i vicini di lato vedano le luci accese. Mi sputa sul buco del culo, infila due dita, mi apre. ‘Pronta per il mio cazzo?’ ‘Fottimi, dai!’ Entra di colpo, duro, mi spacca in due. Grido, ma copro con la mano. Pum pum pum, colpi violenti, palle che sbattono sul mio clitoride. ‘Ti piace essere vista? Eh, puttana?’ ‘Sì… oh cazzo, più forte!’ La tenda del palazzo accanto si muove appena, qualcuno guarda? L’eccitazione mi fa contrarre, vengo urlando piano, schizzi sulla piastrelle.

Lui non molla, mi gira, mi sbatte la faccia sul vetro della sua finestra aperta. ‘Guardati mentre ti riempio.’ Mi incula di nuovo, mano sul collo, l’altra che mi piscia il clito. ‘Prendo il tuo culo stretto.’ Geme forte, spara dentro, caldo che cola giù. Resto lì, tremante, fiato corto.

Torniamo dentro, sudati, ridiamo nervosi. ‘Domani di nuovo?’ dice lui, accendendo una sigaretta. Annuisco. Ora ogni luce accesa nel palazzo ha un segreto. I vicini non sono più solo facce: sono desideri nascosti, corpi che fremono. Il quartiere è cambiato. Il mio playground erotico.

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