Ero sul balcone, tazza di caffè in mano, quell’odore forte che mi riempiva le narici. Notte umida a Roma, una macchina passa lenta in strada, fari che sfiorano i muri. L’appartamento di fronte, luce tamisée, tenda che si muove appena. Lo vedo lui, alto, tutto tatuato di nero, muscoli tesi, serpillière in mano. Pulisce il pavimento con rabbia, come se odiasse ogni piastrella. E lei… lei fragile, foulard bianco in testa, pelle pallida, si appoggia al muro. Lo guarda con occhi tristi, quasi timorosi.
I nostri sguardi si incrociano. Il mio con il suo, attraverso i vetri. Lui si ferma, balai stretto in pugno. Io non mi muovo, cuore che batte forte. Sento l’adrenalina, quel proibito del vicinato. È il contrario di me, ribelle, selvaggio. Io qui, vestita leggera, gonna che vola col vento. Lui mi fissa le tette, io abbasso lo sguardo ma sorrido. Tendina trema, un’auto frena rumorosa giù. Lei gli sussurra qualcosa, ma lui non molla i miei occhi. Desiderio che monta, lento, elettrico.
Sguardi Caldi tra le Finestre
Passano minuti. Lui butta la serpillière, si passa una mano sul pacco nei jeans. Lei sparisce in camera. Io resto lì, eccitata, capezzoli duri contro la maglietta. Un altro vicino accende la luce, ma non ci vede. Lui si avvicina alla finestra, io pure. Labbra socchiuse, respiro corto. ‘Cazzo, mi sta guardando davvero’, penso. Il foulard di lei sul divano, abbandonato. Tensione che brucia, vicinanza troppa, muri sottili.
L’Esplosione di Desiderio e Paura
Bussano forte. Apro, è lui. Occhi neri, sudato. ‘Ti ho vista, puttana. Guardavi me e la mia donna’. Lo tiro dentro, porta sbatte. Mi sbatte contro il muro del corridoio, bocca sulla mia, lingua invasiva. ‘Ti eccita spiare, eh?’. Mani ruvide sotto la gonna, mutande strappate. Cazzo enorme, duro come ferro, tatui che brillano sotto la lampada. ‘Apri le gambe, troia’. Me lo sbatte dentro, profondo, senza preservativo. Urlo piano, ‘Sì, scopami forte’. Lui pompa selvaggio, palle che sbattono sul mio culo. ‘Senti come sei bagnata, per il vicinato’. Finestra aperta sul balcone, tenda mosso dal vento. Paura che sentano, che vedano. Gemiti crudi, ‘Cazzo, più dentro, riempimi’. Sudore che cola, odore di sesso e caffè vecchio. Mi gira, a pecorina sul tavolo, mi scopa il culo piano poi forte. ‘Prendilo tutto, esibizionista’. Io vengo tremando, lui grugnisce, sborra caldo dentro, fiotti che colano.
Ci calmiamo sul balcone, sigaretta accesa. Lui ride basso, ‘La mia donna sa che sei una guardona’. Io annuisco, gambe molli. Macchina passa di nuovo, fari lontani. Ora ogni finestra ha un segreto. Il quartiere non è più lo stesso: occhi che scrutano, corpi che chiamano. Quel brivido carnale mi ha cambiata. Ogni luce fioca promette altro.