Ero sul mio balcone, con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera romana. Di fronte, nell’appartamento illuminato fiocamente, c’era lui, Luca, il vicino del piano di sotto. Sempre solo, con quella gamba che lo tradiva, zoppicava piano. Lo vedevo spesso, attraverso le tende semiaperte, bere il suo caffè, fissare il vuoto. Ma ultimamente… i nostri sguardi si incrociavano. Un lampo, poi via. Mi eccitava da morire, quel proibito. Sapevo che mi guardava, quando mi sporgevo un po’ di più, la camicetta sbottonata quel tanto che basta.
Ieri sera, bum. La macchina che passa in strada, rombo basso, mi fa sobbalzare. Guardo giù: Luca è lì, sul suo balcone, pantaloni abbassati. La mano che va su e giù sul suo cazzo duro. Pensava a me? Il cuore mi batte forte. Io… non resisto. Mi appoggio al parapetto, alzo la gonna piano, tocco la mia fica già bagnata. Lui alza gli occhi, mi vede. Non si ferma. Anzi, accelera. Io gemo piano, ‘Cazzo, sì…’. La tenda del vecchio Rossi di fianco si muove appena? Paura mista a eccitazione.
Sguardi Rubati e Desiderio Crescente
Non ce la faccio più. Gli mando un WhatsApp – sì, ci eravamo scambiati i numeri per una storia di condominio. ‘Vieni su. Ora.’ Bussa dopo cinque minuti, ansimante, la gamba che trema. ‘Sofia… hai visto?’. Lo tiro dentro, lo bacio feroce. ‘Sì, e mi hai fatta inzuppare.’ Le sue mani goffe su mie tette, le strizza. Io gli slaccio i pantaloni, quel cazzo grosso, venoso, lo prendo in bocca. ‘Mmm, buono… succhia, troia.’, geme lui. Lo lecco dalle palle alla cappella, saliva che cola.
La Scopata Intensa con Rischio Vicini
Lo porto sul balcone, luci accese dentro, finestre aperte. ‘Qui, dove ci vedono.’ Lui esita, ‘E i vicini?’. ‘Meglio così, cazzo.’ Mi piego sul parapetto, gli offro il culo. Entra di colpo, la sua verga mi spacca la fica. ‘Ahhh! Più forte, Luca, sfondami!’ Pompa come un matto, palle che sbattono sul mio clito. Io urlo, ‘Sììì, troia bagnata per te!’. Sento passi in cortile? Una finestra che si apre? L’adrenalina mi fa venire, squirto sul pavimento. Lui mi afferra i fianchi, ‘Prendo la tua figa!’, e scarica dentro, sperma caldo che cola giù le cosce.
Ci ritirammo dentro, sudati, ridendo piano. ‘Non dirlo a nessuno.’, sussurra lui, accarezzandomi. Lo bacio, ‘Il nostro segreto.’ Ora, ogni volta che esco, guardo le finestre del palazzo con occhi diversi. Chi sa? Chi ha visto? Quel brivido charnel ha cambiato tutto. Il quartiere non è più lo stesso.